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Proposta di iniziativa popolare, Nardella: “Tutela e ritorno della residenza in centro” Breaking news, Cronaca

Firenze – La proposta di legge d’iniziativa popolare circa la gestione e regolamentazione del centro storico di Firenze e non solo, dopo un lungo lavoro da parte dell’amministrazione, è stata presentata oggi dal sindaco Dario Nardella all’assemblea comunale. A monte della proposta, la lunga esperienza sperimentata dall’amministrazione circa l’area Unesco. Fra le cose già fatte, il sindaco ricorda il blocco per l’apertura di nuovi alberghi e ristoranti, ma anche la stretta sul commercio e le riqualificazioni e spostamenti dei mercati storici cittadini. Una serie di provvedimenti che, dice il sindaco, ha configurato per Firenze un ruolo di “testa di ponte” riconosciuto anche all’estero. Il tema dell’overtourism, l’equilibrio fra residenti e turisti ma anche la tutela dell’economia locale rispetto alle norme europee, sono argomenti che si ritrovano in tutta Italia e in tutta Europa. “Si tratta di fenomeni che scaturiscono anche da dinamiche globali, che è difficile fronteggiare spesso solo con governi locali”. Inoltre, riferendosi alle altre città europee, Nardella ricorda che alcune città metropolitane europee hanno statuti speciali che superano i poteri ordinari. “Qualunque tipo di progetto e sforzo locale non avrà mai la forza che una legge dello Stato darebbe se si occupasse di un nuovo regime giuridico, che ad ora ci vede sempre sul filo del rasoio, non supportati da una legge dello Stato”. Unica strada percorribile, quella della proposta di legge d’iniziativa popolare.

La proposta è stata elaborata da uno staff di giuristi, esperti e titolari di varie competenze e competenze. Si tratta di una proposta che verrà messa a disposizione della città ma anche delle forze economiche e che vuole aprire il confronto con altr città italiane. Il documento va anche incontro a dibattiti spesso tenutisi anche in consiglio comunale, fra cui in particolare la gestione dei flussi turistici. “Da qui a settembre, ci sarà una consultazione con i residenti, il mondo del commercio, i comitati, le associazioni di categoria, per poi ampliarsi ai soggetti interessati a livello nazionale”, dice Nardella.

Gli aspetti principali della proposta.

In sintesi, la proposta lancia misure in sostegno della residenza, la tutela delle attività economiche, e la regolamentazione del patrimoonio immobiliare. Obiettivi, la salvaguardia del decoro, della vivibilità e dell’identità dei centri storici.

Il primo punto portante della proposta è il riconoscimento dell’interesse culturale dei centri storici e agglomerati urbani di valore storico. Ed ecco la prima novità: l’individuazione di aree della città che si configurano come agglomerati di valore storico. Un passo avanti, dice il sindaco, che guarda anche a centri storici non tradizionali, ma che hanno un loro valore storico (es.Peretola, Settignano, il Galluzzo …). Tanti agglomerati che, dice il sindaco, “non sono centri storici tradizionali, ma che tuttavia hanno una loro identità e un loro valore storico; in questo, la proposta è molto innovativa. Inoltre, non c’è in Italia una legge che dà una definizione di centro storico”. Ebbene, eccola. si tratta di “Organismi complessi espressione dei caratteri identitari della storia e della cultura urbana”, costituendo la “sede privilegiata di ubicazione  dei beni di cultura materiale e immateriale la cui tutela è volta a preservre la memoria della comunità nelle plurali identità di cui si compone e ad assicurarne la conservazione e la pubblica fruizione”.

I riferimenti normativi sono l’articolo 9 della Costituzione e la Convenzione europea sul paesaggio, oltre alla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società e infine il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Un quadro giuridico che stabilisce i principi in materia di patrimonio culturale de ll’ambiente, tutela della concoreenza e sicurezza pubblica. Un passaggio delicato, poichè è in questo ambito che è necessario trovare la possibilità di deroga ai principi europei sulla libertà di cocnorrenza della ormai famosa Bolkestein. E il modo c’è: a condizione che ci siano i motivi imperativi di interesse generale, secondo la direttiva 2006/123. Motivi che sono esattamente la salvaguardia e la tutela dei caratteri culturali e identitari dei centri sorici, con la finalità di “temperare le distorsioni causate dalla pressione turistica e dai conseguenti processi di abbandono abitativo e riduzione delle attività commerciali e artigianali tradizionali”. dunque, lo sazio c’è e le nuove norme potrebbero far fare un vero passo avanti alla città.

Ed ecco alcuni degli strumenti previsti dalla proposta di legge. Intanto, regolare gli affitti turistici brevi “come succede in altre città europee”, incentivando il ritorno della residenza in centro e combattendo il turismo squalificato ‘mordi e fuggi’;  tutela del commercio tradizionale e dell’artigianato reinserendo uno strumento di pianificazione che possa aiutare chi investe sulla qualità e la tradizione, il che significa pianificare le attività; ma anche introdurre un dritto di prelazione per quanto riguarda il soggetto gestore del negozio nel momento in cui il proprietario voglia vendere. E se il gestore non ce la fa o non vuole, c’è un’ulteriore prelazione a favore del Comune. Il terzo obiettivo “è quello di favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili abbandonati e degradati a intervenire per il loro restauro prevedendo anche delle forme di contribuzione”. Nllo specifico, la proposta di legge prevede, se approvata, la cosiddetta salvaguardia progressiva, ovvero,  i Comuni interverranno prioritariamente dove le criticità sono più forti. Un percorso suddiviso in tre fasi, che passa dalla perimetrazione delle aree critiche, “all’individuazione all’interno di queste di ulteriori zone che arrecano pregiudizio ai valori culturali e paesaggistici, all’ambiente, alla sicurezza pubblica e infine la definizione delle misure necessarie a recuperare la qualità, la bellezza e la funzionalità di queste zone”.

Tornando alla residenza, la sfida sarà di riproporre una pianificazione che preveda per ciascuna zona delle destinazioni d’uso compatibili e incompatibili con la tutela dell’area, l’individuazione dei limiti per il mutamento delle destinazioni d’uso e l’istituzione della categoria funzionale residenziale-turistica. Una necessità,  quest’ultima, che si rende necessaria anche nell’ottica di “attaccare la rendita immobiliare passiva e di guardare al centro storico come a un sistema complesso”, di interrelazioni di soggetti residenti e turisti, attività commerciali artigianato ecc.

Per quanto riguarda i passi successivi al lancio odierno in consiglio comunale,  Nardella ha spiegato che a partire da ora con obiettivo  settembre, verrà avviata la campagna di ascolto e di confronto con le amministrazioni comunali, con le associazioni delle imprese, con i residenti e i comitati cittadini. “Dialogheremo con gli altri Comuni, porterò la proposta anche all’Anci. Dobbiamo raggiungere e superare 50.000 firme, e l’obiettivo è sicuramente alla nostra portata anche perché oggi è possibile raccogliere firme in via digitale”. Secondo il sindaco “l’interesse e la tutela del centro storico riguarda tutte le forze politiche. Noi abbiamo già avviato un dialogo con le città di Venezia, di Bergamo e di Roma, ma siamo sicuri di trovare tanti altri amministratori e sindaci d’accordo con questa iniziativa. Non abbiamo la pretesa di portare avanti solo la bandiera di Firenze, lo facciamo anche nell’interesse dell’Italia”.

 

 

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