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Futuro e libertà, proposta di legge contro il rischio idrogeologico Politica

Una proposta di legge per la sicurezza dei cittadini, in particolare con occhi, mente e cuore ancora rivolte alle terribili immagini e alla devastazione della Lunigiana e di Genova. Una proposta di legge che porta all’attenzione dei gruppi parlamentari un documento dell’Ugl Vigili del Fuoco, una piattaforma di idee e richieste che nasce dalle esperienze fatte sul campo.
I punti chiave del documento che il coordinamento regionale toscano di Futuro e Libertà presenterà ai propri parlamentari una proposta di legge riguardano una serie di misure che aumentano efficienza e capacità di aggiornamento dei soggetti coinvolti, oltre al varo di una legge quadro per favorire la prevenzione
del rischio idrogeologico.
“Il titolo V della Costituzione – spiega Angelo Pollina, coordinatore toscano di FLI – attribuisce importanti competenze alle autonomie locali, ma nella maggior parte delle emergenze è il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che interviene prioritariamente e costituisce la componente fondamentale dell’intera organizzazione di gestione dell’emergenza. Il ruolo attribuito ai Vigili del Fuoco non corrisponde però ad una struttura organizzativa adeguata  Rispondere alle esigenze attuali implica disporre di caratteristiche di efficienza e di capacità di aggiornamento alla continua evoluzione della società”.


Dal canto suo, il responsabile UGL Vigili del Fuoco Sergio Rubegni sottolinea: “Occorre dare massima priorità alla presenza dei Vigili del Fuoco all’interno del sistema nazionale di protezione civile con la presa in carico da parte di personale tecnico qualificato della pianificazione e prevenzione dei rischi naturali, supportato da una legge nazionale per il governo del territorio. Servono garanzie per l’autonomia gestionale dei Vigili del Fuoco e l’aumento degli organici. Gli standard europei prevedono un Vigile del Fuoco ogni 1500 abitanti, in Italia ne abbiamo uno ogni 3.000”.
“Le Direzioni Regionali dei V.F. – prosegue Rubegni – possono diventare parte trainante del sistema di sicurezza tecnica acquisendo maggiore autonomia anche nella gestione amministrativa dei fondi, ottimizzando le ripartizioni sul territorio in base alle reali esigenze e a seguito di una programmazione annuale”.
Nella proposta verranno inserite anche modifiche essenziali per il personale, come il riallineamento della retribuzione con quella degli altri corpi dello Stato che si occupano di sicurezza e prevenzione, con l’applicazione della previdenza complementare, una maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza sul lavoro, e alla formazione e all’aggiornamento professionale che valorizzi gli organismi interni.

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