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Prostitute: “Ordinanza Nardella illegittima, cerca perbenismo di facciata” Cronaca

Firenze – L’ordinanza del sindaco Dario Nardella contro i clienti delle prostitute? Illegittima. Faranno ricorso al Tar e anche questa volta, come è accaduto sei anni fa quando ne fiorirono a centinaia a seguito del pacchetto sicurezza Maroni, sarà abrogata. Non usa mezzi termini Pia Covre, storica Segretaria del comitato per i diritti civili delle prostitute, che interviene a tutto campo anche sul tema delle Case chiuse e quartieri a luci rosse. I “sindaci sceriffo” cercano un perbenismo di facciata, ma non fanno niente per assicurare veramente alla giustizia chi sfrutta la prostituzione.

Pia, cosa pensa della recente ordinanza del sindaco di Firenze che prevede multe e carcere perfino contro i clienti delle prostitute in strada?

E’ illegittima e antidemocratica. Il sindaco si appella al decreto sicurezza di Minniti, ma con la sua ordinanza viola una legge nazionale, la legge Merlin (75/’58 ndr), che non prevede punizioni né per le prostitute, né per i clienti. E’ chiaro che induzione, favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione sono reati gravissimi e devono essere puniti. Ma vendere e acquistare prestazioni sessuali non è proibito dalla legge. Né all’aperto, né al chiuso. Il paradosso è che a Firenze si puniscono clienti non punibili secondo la legge nazionale, in base a un’ordinanza locale.

Il Sindaco si appella a una questione di ordine pubblico

Sì, l’ho letto. Ma non ci si arroga il diritto di emettere ordinanze che violano una legge dello Stato. Un Sindaco non può farlo, non può fare il “piccolo dittatore” di provincia.

Da quello che dice mi pare che vogliate intraprendere una battaglia legale contro l’ordinanza fiorentina

Attualmente non abbiamo gli elementi per farlo, ma siamo pronti a intervenire e fare ricorso al Tar se coloro che sono stati sanzionati ce lo chiederanno. Così come abbiamo fatto ai tempi del pacchetto Maroni del 2008. Intervenne la Consulta e tutte le ordinanze antiprostituzione furono dichiarate illegittime.

Nardella rivendica un abbattimento del 30% della presenza di prostitute sul territorio in poche settimane. A suo modo un successo…

Queste misure sono sostenibili con un controllo del territorio quotidiano. Lo eserciteranno all’inizio, ma poi non hanno una struttura del personale adeguata per consolidarlo. Inoltre ci sono cittadini che in un primo momento appoggiano queste operazioni di pulizia, ma ce ne sono anche altri che non sono d’accordo con “tutto è proibito, tutto è vietato”. Se questa logica viene applicata in modo estensivo si ritorce contro anche in termini elettorali.

“La nostra guerra è contro lo sfruttamento della prostituzione, a tutela delle donne e della loro dignità”: ha detto il Sindaco. Come la vede?

Sono io che chiedo a lui: quanti criminali e sfruttatori ha realmente portato in Tribunale? Quanti ne ha assicurati alla giustizia? Io vivo a Trieste, in questa città la polizia municipale, grazie a specifiche ordinanze, ha fatto veramente indagini contro gli sfruttatori delle prostitute. Li ha veramente mandati in galera. E la nostra associazione collabora con loro. La logica messa in atto a Firenze è pura intimidazione per evitare di avere le prostitute nella propria città e mandarle altrove.

Nardella ha anche lanciato una provocazione. Il Parlamento si occupi della cosa e dialoghi sulla riapertura delle Case chiuse o quartieri a luci rosse. Che ne pensa?

Case chiuse? Un modo arcaico di parlare che non trova alcuna corrispondenza con la sensibilità sociale moderna. Sul fatto che se ne occupi il Parlamento sono d’accordo. Però mi fa sorridere il fatto che moralisti e bacchettoni che appoggiano ordinanze del genere siano gli stessi che poi devono legiferare in materia. 

Lei cosa propone?

Decriminalizzare sia le persone che vendono sia coloro che acquistano prestazioni sessuali, altrimenti si spinge davvero il fenomeno verso la marginalità sociale. Si creano così le reti criminali e il sottobosco di illegalità. Conviene al contrario portare tutto allo scoperto e dare regole. La casella “A” non è cacciare le donne, ma prima di tutto sostenere le vittime. Abbiamo una grande maggioranza di donne straniere che si prostituiscono, e purtroppo per loro sono prigioniere di bande criminali. In Toscana esiste una grossa rete organizzata per offrire un sostegno alle giovanissime che si vogliono sottrarre alla schiavitù. Aiutiamole in tutti i modi. E lasciamo invece che chi si vuole prostituire lo faccia in modo legale, liberamente, e alla luce del sole.

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