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Protesi al seno difettose: in Toscana si contano circa 200 casi STAMP - Salute

La Pip (Poly Implants Prothesis) è attualmente in bancarotta ed il suo responsabile, l’imprenditore francese Jean-Claude Mas, è stato messo sotto inchiesta dalle autorità francesci, anche se ha già creato una nuova società intestandola ai figli. All’indomani dello scoppio del caso, anche in Toscana ci si interroga per capire quante donne corrano dei rischi dopo l’impianto di protesi mammarie difettose commercializzate dall’azienda francese. Oltr’Alpe, dicono le prime stime, si registra il maggior numero di protesi al seno a rischio. Sarebbero infatti circa 30.000 le donne francesi ad essersi fatte impiantare i siliconi difettosi di Pip ed oltre 20 i casi registrati di cancro al seno causato dalle protesi mammarie. Le autorità francesi hanno invitato tutte le donne che hanno impianti Pip a farseli rimuovere, e lo stesso è stato fatto fa quelle italiane. In Italia, infatti, si è già registrato un caso di tumore alla mammella causato dalle protesi francesi, mentre, secondo stime per il momento solo approssimative, i seni di silicone della Pip impiantati sarebbero circa 5.000, 200 solo in Toscana. Il servizio sanitario nazionale, ha comunicato il Ministero della Salute, si farà carico della rimozione delle protesi difettose, ma richiederà alle Regioni di redigere la lista delle donne che si sono sottoposte ad interventi di impianto dei seni di silicone Pip e delle strutture che ne hanno fatto uso. La lista, ha comunicato ancora il Ministero, rimarrà segreta ma dovrà essere redatta entro 15 giorni a far data dall’ordinanza ministeriale del 29 dicembre 2011. A seguito del completamento della lista, le Regioni avranno ulteriori 10 giorni di tempo per inviare i dati al Ministero. Gli impianti mammari della Pip, spiega l’assessorato regionale al Diritto alla salute, venivano fabbricati utilizzando prodotti chimici indusriali mai testati clinicamente (fra cui un additivo per carburanti e due prodotti impiegati dall’industria del caiucciù) e che, quindi, potrebbero avere effetti devastanti sull’organismo. Domani, 5 gennaio, le Asl della Regione Toscana si riuniranno in un vertice per individuare le donne residenti in Toscana che si sono sottoposte ad impianto di protesi mammarie prodotte dalla Pip. Dopo l’incontro, organizzato dall’assessorato regionale al Diritto alla salute, le pazienti a rischio verranno contattate e sottoposte a controlli clinici ed all’eventuale sostituzione delle protesi di silicone.

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