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Protesi Pip: la Regione recepisce l’ordinanza del Ministero della Salute STAMP - Salute

“L’accordo raggiunto giovedì scorso in Conferenza Stato-Regioni ci consente di mettere in atto la linea che come Regione Toscana abbiamo sempre sostenuto: cioè la totale presa in carico di tutte le pazienti portatrici di queste protesi. Gli esperti valuteranno caso per caso, decidendo se è opportuno l’espianto e l’eventuale reimpianto di protesi più sicure”: così l’assessore regionale al Diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, ha commentato l’uniformazione della Regione Toscana alle direttive del Ministero della Salute in merito alle protesi mammarie Pip. Le Poly Implant Prothèse, spiega l’ordinanza ministeriale riportando il parere del Consiglio Superiore di Sanità, evidenziano possibilità di rottura e reazioni infiammatorie. Sulla base di ciò, continua il decreto ministeriale, “si invitano i pazienti che hanno subìto impianto di protesi mammarie Pip a rivolgersi al proprio chirurgo e si forniscono specifiche raccomandazioni ai centri che hanno operato l’impianto, affinché siano parte attiva nel richiamare i pazienti”. La Giunta regionale toscana ha fatto proprie queste direttive approvando una delibera che recepisce l’ordinanza del Ministero, facendosi carico della valutazione clinica, specialistica e diagnostica di tutti i casi relativi ad impianti delle protesi mammarie difettose provenienti dalla Francia ed impiantate presso strutture pubbliche o private accreditate o comunque autorizzate su tutto il territorio regionale. In Toscana, secondo i dati raccolti dalle Asl regionali, le pazienti alle quali sarebbero state impiantate protesi Pip sono 294. Se, sulla base dei controlli e delle valutazioni, si rendesse necessario l’espianto dele protesi in silicone ed il successivo reimpianto di un nuovo seno artificiale, questi verrano eseguiti a carico del servizio sanitario regionale, nei centri di chirurgia plastica e di senologia operanti in Toscana.

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