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Protestanti Europei discutono agenda dei prossimi anni Cronaca

E’ entrata nel vivo la discussione su l'agenda della Comunione di Chiese Protestanti in Europa (CCPE) per i prossimi anni. Di questo si è discusso ieri pomeriggio e stamattina in quattro gruppi di lavoro alla VII Assemblea della CCPE attualmente in corso a Firenze, e giunta al suo quarto giorno di lavori. I quattro ambiti di discussione sono stati introdotti dai rispettivi relatori. “Quanto sono coscienti le singole chiese membro della CCPE di far parte di una Comunione europea?” Questa è la domanda illustrata da Stefan Tobler, riguardante il gruppo di lavoro sull'approfondimento della comunione tra le chiese. Far parte della CCPE non significa semplicemente aderire a un accordo dottrinale, cioè la Concordia di Leuenberg del 1973, ma essere disposti a camminare insieme verso una testimonianza sempre più efficace in Europa. Questo cammino deve proseguire nel futuro ed è importante che ogni chiesa possa “dare visibilità al dono dell'unità raggiunta nella CCPE”.

Tema cruciale per la riflessione teologica dei prossimi decenni è il pluralismo religioso in Europa. Come ha spiegato Friedrich Hauschildt, le Chiese Protestanti Europee hanno già un'esperienza pratica di dialogo con le comunità di altre fedi presenti nei diversi paesi del continente. Quella che manca è una riflessione teologica sul modo di rapportarsi delle chiese protestanti alle altre religioni presenti in Europa. “Quali sono i punti teologici che possono rendere difficile o più agevole il dialogo interreligioso? Questa è una delle tante domande che la CCPE è chiamata a chiarire nei prossimi anni”.

“Europa reformata” è invece il progetto che la CCPE ha in programma per il Cinquecentenario della Riforma. “La Riforma del XVI secolo fu un movimento di rinnovamento dal respiro europeo, motivo per il quale è importante che anche le celebrazioni del 2017 abbiano carattere continentale”, ha spiegato Michael Bünker, segretario generale della CCPE. La CCPE si propone di collegare insieme le iniziative prese a livello nazionale dalle chiese attraverso un sito web che metta in rete le chiese, gli eventi e le idee.

Infine Miriam Rose ha illustrato i dialoghi ecumenici che sono in corso nella CCPE. “Dialoghi che non sostituiscono quelli bilaterali tra chiese o famiglie ecclesiastiche diverse, ma che riguardano soprattutto tre ambiti”, ha spiegato Rose. Il primo riguarda i dialoghi con i Battisti e gli Anglicani europei, due famiglie ecclesiastiche con cui permangono differenze per quel che riguarda la comprensione del battesimo (Battisti) e dell'episcopato (Anglicani), ma non di meno sono possibili futuri membri della CCPE. Il secondo riguarda la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Ortodosse, cioè le altre due famiglie confessionali cristiane. Il terzo è il nuovo ambito delle chiese dell'immigrazione in Europa. “Credo – ha detto Rose – che il nuovo Consiglio della CCPE dovrà impegnarsi nell'incontro con queste nuove realtà, con la loro teologia e la loro spiritualità”.

Il pomeriggio domenicale è stato rallegrato dall’intervento su “Donne e Chiese” della regista e scrittrice Cristina Comencini, di fede valdese, membro del Comitato promotore del movimento delle donne “Se non ora quando?”. “Le Chiese Protestanti – ha detto – sono un luogo dove è possibile un 'patto per la differenza di genere'. C'è un'onda nuova delle donne nel mondo che pensa a qualcosa di totalmente inaudito. Un sentimento che le Chiese Protestanti dovrebbero essere in grado di ascoltare e accogliere”. Ma, ha aggiunto Comencini, facendo riferimento al detto evangelico di Gesù, è necessario che uomini e donne bevano il “vino nuovo in otri nuovi”. Perché la strada da percorrere è quella di giungere alla consapevolezza che “l'assenza delle donne è una mancanza di tutti, non solo delle donne”.

Il saluto del Vaticano è stato portato da Mons. Matthias Türk, del Pontifico Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Türk ha ricordato i 50 anni di dialoghi ufficiali tra il Vaticano e la Federazione Luterana mondiale (FLM) sottolineando come il Giubileo della Riforma possa essere festeggiato in una dimensione ecumenica ed internazionale: “Possiamo tentare di guarire di 500 anni di divisione che ci separano enfatizzando le preoccupazioni positive portate dalla Riforma”. Tra queste il motto “Ecclesia reformata semper reformanda”, un ammonimento che aiuta le chiese a camminare sul percorso che le porta a Cristo.

Questa mattina l’Assemblea ha anche eletto i nuovi membri del Consiglio e i loro sostituti. L'elezione si è svolta secondo criteri confessionali, regionali e di genere. Dall'Italia è stato eletto “sostituto consigliere” Pawel Gajewski, Pastore della Chiesa Valdese di Firenze. Domani il nuovo consiglio, composto da 13 membri rappresentanti le 4 anime della CCPE  – Luterani, Riformati, Uniti, Metodisti – procederà all'elezione della nuova presidenza della CCPE.

Un altro momento significativo per il dialogo ecumenico è stato questa mattina il saluto del reverendo Jonathan Gibbs, rappresentante ufficiale della Chiesa d'Inghilterra. Un intervento atteso in vista della sottoscrizione di un Memorandum che impegna la CCPE e le Chiese Anglicane Britanniche – Chiesa d'Inghilterra, Chiesa del Galles e Chiesa Episcopale Scozzese e d'Irlanda – per la ricerca dell'unità visibile della Chiesa di Gesù Cristo. “Questo Memorandum – ha sottolineato Gibbs – è un nuovo e importante segno della nostra cooperazione e del nostro essere partner nella testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo”. Da più di due decenni esistono dichiarazioni ufficiali che stabiliscono diversi livelli di riconoscimento e collaborazione tra le quattro chiese anglicane delle Isole Britanniche e singole Chiese membro della CCPE – in particolare con la Chiesa Evangelica in Germania (EKD), le Chiese Evangeliche della Scandinavia e del Baltico, le Chiese Luterane e Riformate di Francia, la Chiesa Metodista di Gran Bretagna. Il documento, accolto con soddisfazione dal presidente uscente della CCPE, il Pastore Thomas Wipf, allarga l'orizzonte all'intero ambito continentale e si propone di approfondire gli elementi ecclesiologici che ancora impediscono un pieno riconoscimento delle Chiese in questione, in modo particolare quello dell'Episcopato che nella concezione anglicana è uno degli elementi fondamentali dell'unità cristiana.

Ieri sera è stato invece ufficializzato l'ingresso nella CCPE della Chiesa Evangelica Luterana in Ecuador. “Il nostro ordinamento – ha spiegato Wipf – prevede la possibilità di diventare membro della Comunione anche a Chiese non Europee che però esprimano una compatibilità culturale e teologica con la CCPE”. E' questo il caso dei Luterani dell'Ecuador che, ha spiegato il Pastore Rüdiger Scholz, rappresentante della Chiesa Latino Americana, è nata negli anni Cinquanta del secolo scorso da immigrati europei di appartenenza luterana e riformata.

Oggi pomeriggio avrà luogo un forum sul tema del rinnovamento nelle Chiese Protestanti Europee con la presentazione di vari progetti avviati a livello regionale, e una tavola rotonda con teologi ed esperti europei.

 


 

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