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Prove d’orchestra per Florens 2012 Cultura

Lo dicono ormai tutti (persino alcuni responsabili): l'Italia manca di una politica della cultura, causa di tanti mali. Con queste premesse e con l'esortazione ad affrontare tempestivamente i temi della crisi, la direzione culturale di Florens 2012 ha indetto sabato scorso, 29 ottobre, un convegno in Palazzo vecchio, dal titolo "Produrre cultura: patrimomio, paesaggio, industria creativa". Ha introdotto Giovanni Gentile, mentre coordinava Andrea Carandini che si è confrontato con Roberto Cecchi, Segretario generale del Ministero per i beni e le attività culturali, e Andrea Wallace-Hadrill, professore di Studi romani del Sidney Sussex College a Cambridge. Stimolato dalle domande di Carandini, Cecchi ha molto insistito sulla conservazione del patrimonio artistico, ammonendo di seguire la logica del restauro minimo, perché i grandi sistemi sofisticati sono ridondanti e persino controproducenti in siti quali Pompei e simili. Quindi dobbiamo impegnarci in una manutenzione ordinaria ma continua, perché, a proposito dei disastri naturali recenti, anche in Toscana "il dissesto idrogeologico è causato dalla mancanza della manutenzione". Chiamato in causa, Wallace-Hadrill, ha dichiarato che è meglio l'Italia con la sua costituzione, della sua Inghilterra, "monarchia costituzionale senza cosituzione", perchè da noi la tutela del patrimonio è imposta, e il nostro ministero ha responsabilità territoriali capillari. E' suo parere che il pericolo sta nella riduzione costante del personale. Nella seconda sezione, Mauro Agnoletti, esperto di paesaggio rurale e ambiente, assieme a Giuseppe Blasi, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e a Paviz Koohafkan, direttore della divisione Terra e acqua della Fao, ha ammonito sulla mancanza di attenzione e tutela del paesaggio agrario, ricordando che l'Unesco ha inserito il nostro paesaggio tra i beni dell'umanità. Il convegno si è concluso con Walter Santagata, Massimo Marrelli e Andy C. Pratt che hanno trattato le tematiche delle industrie creative e il loro impatto economico, indicando quali potrebbero essere le strategie di sostegno e di sviluppo dei settori creativi.

Nella foto: Agnoletti, Carandini, Gentile, Santagata.

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