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Province e tagli, Pieroni (Pd): “Si rischia il dissesto” Politica

Firenze – La riforma delle Province rischia di trasformarsi in un nulla di fatto ovvero di non portare i risparmi previsti oppure, a causa dei tagli dei finanziamenti, di non essere in grado di sostenere le funzioni che sono loro rimaste e che non sono certo di poco conto (scuola, strade e varie altre) e quindi avrebbe addirittura un effetto boomerang. Tra l’altro la Toscana sembra essere la più penalizzata dai tagli.

Per questo il Consigliere regionale Andrea Pieroni (che è stato Presidente della Provincia di Pisa e dell’Unione Province Toscane) e che oggi è Vicepresidente dalla I Commissione (Affari istituzionali) del Consiglio regionale lancia l’allarme: le Province toscane, rischiano il dissesto. Quindi annuncia che occorre un intervento urgente della Regione e che i Consiglieri PD porteranno presto in Regione questo problema. Abbiamo intervistato Andrea Pieroni per spiegarci la situazione

 Qual è esattamente il problema che lei denuncia?

 ” E’ soprattutto quello dei tagli e del prelievo “forzoso” operati dal governo nazionale nei confronti delle Province: una questione che preoccupa fortemente, anche perché le Province svolgono ancora funzioni importanti, come l’edilizia scolastica, la viabilità provinciale e regionale, l’assistenza tecnico-amministrativa ai comuni. Come consiglieri Pd porteremo in aula quanto prima, questa situazione non più sostenibile”.

 Ma è vero che la Toscana è tra le regioni più penalizzate?

” Il confronto nazionale della consistenza dei tagli ci dice che alcuni territori sono fortemente penalizzati: al primo posto la Toscana, dove l’incremento di taglio è stato di 35,9 milioni che si aggiungono ai 54 milioni già tagliati con le manovre finanziarie precedenti. Altre regioni, invece, sono particolarmente “favorite”: minori tagli di 16,4 milioni in Lombardia, 29 milioni in Veneto, 15 milioni in Campania, 10 milioni in Puglia. Appare chiaro che c’è qualcosa che non funziona e credo che il governo ed il parlamento debbano correggere al più presto la rotta”.

 Quale in specifico la situazione in Toscana ?

“In questo momento, nella nostra regione sono ben sei su dieci le amministrazioni provinciali che si trovano nell’impossibilità di chiudere il bilancio di previsione 2016. L’eventuale dissesto di sei province in Toscana, avrebbe effetti pesantissimi sui cittadini, le imprese e il nostro sistema scolastico, oltre a rendere incerto, nonostante il grande lavoro che la Regione ha fatto in tal senso, il destino degli oltre 2000 dipendenti che ancora operano negli enti.”

 Cosa può fare la Regione?

” Credo che la Giunta regionale debba verificare la possibilità di attivare quegli strumenti finanziari in grado di fornire alle Province in difficoltà una qualche boccata d’ossigeno, con l’obiettivo di garantire ai cittadini servizi essenziali, quali la sicurezza stradale e l’attività scolastica.”

Foto: protesta dipendenti provinciali di Siena

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