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Province toscane, è guerra sulla costa Cronaca

Per essere guerra è guerra, ma alla luce degli ultimi avvenimenti romani, la razionalizzazione delle province subisce una imprevista battuta d'arresto. Dopo le parole dell'ex-premier, ledichiarazioni e soprattutto l'incontro al Quirinale di Alfano, sembra difficle che il governo riesca a risolvere la vexata quaestio.  Ma la battaglia probabilmente continuerà, in una Toscana coinvolta in prima fila. In particolare, la Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama licenzia il maxi emendamento sul riordino delle Province  accogliendo lo scorporo della cosidetta Provincia della costa, costituita da Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara. Uno scorporo che condurrebbe a un ente formato da Lucca-Massa-Carrara, e un altro che comprenderebbe Pisa-Livorno. A comunicarlo, il senatore pd Andrea Marcucci, che ha presentato l'emendamento  insieme a Francesco Pardi (Idv), Altero Matteoli (Pdl) e Roberto Calderoli (Lega).
"E' un primo grande risultato – spiega il parlamentare – perché è stata riconosciuta l'anomalia di una Provincia che di fatto aveva i numeri di una città metropolitana. La costituzione di un ente formato da Lucca e Massa-Carrara appare più congrua da tutti i punti di vista. Ora aspettiamo – conclude Marcucci – il voto dell'aula, forti di un sostegno istituzionale importante".

Un punto di vista, quello sostenuto dai 4 parlamentari stretti in un'insolita alleanza, che trova il favore del presidente della Provicia di Pisa, Andrea Pieroni, che evidentemente non gradiva la maxi Provincia della Toscana Costa, in linea con l'emendamento dell'Upi (Unione Province Italiane).  "L'accorpamento di quattro province storiche, esistenti già al momento dell'Unità d'Italia – ricorda Pieroni – è una forzatura che è emersa subito all'attenzione della Commissione ed è dunque non solo ragionevole prevedere due province, Massa Carrara e Lucca e Pisa e Livorno, ma anche coerente con la proposta avanzata dal Consiglio delle autonomie locali e approvata dal consiglio regionale della Toscana. L'auspicio è che adesso si metta mano anche ai criteri di determinazione dei capoluoghi utilizzando parametri maggiormente rappresentanti dei territori".

Tuttavia, l'accoglimento dell'emendamento che sdoppia la provincia della Costa, non è visto con favore dai sindaci del territorio: a parlare a nome anche dei colleghi di Pisa, Livorno e Carrara è il sindaco di Massa Roberto Pucci, che ha inviato una lettera al ministro per la pubblica amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni Griffi, e al presidente della commissione affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, per ribadire la bontà della scelta di costituire, con il riordino delle Province, la nuova Provincia della Toscana costiera.

I quattro sindaci dunque si pongono sulla falsariga del consiglio delle autonomie locali della Toscana (Cal) : nella lettera inviata ieri confermano il parere favorevole alla "scelta fatta in sede di Consiglio delle autonomie locali della Toscana e fatta propria anche dal Consiglio regionale per la costituzione di una Provincia di Costa composta da Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara". Di più, i quattro sindaci spronano la commissione e il Parlamento a "tenere fermo questo orientamento in quanto posizioni da altri espresse non sono dai sottoscritti condivise". Quali? Ovviamente l'ipotesi di dividere in due l'area costiera unendo Pisa a Livorno e Lucca a Massa Carrara.

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