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Provincia di Firenze, continua la battaglia dei dipendenti Società

Firenze – Enrico Rossi parla chiaro, ma le rassicurazioni sono una cosa, la realtà un’altra. E così anche stanotte i dipendenti della provincia di Firenze non lasceranno la postazione e dormiranno sulle brande nei saloni della Provincia, Quella che è la loro sede di lavoro, quella che non lo sarà più, lasciandoli chissà dove. Già, perché l’incontro col governatore Enrico Rossi, seppure positivo visto quanto detto dal presidente regionale, non ha tuttavia convinto i lavoratori a smobilitare. Tanto più che domani c’è la “chiamata dei presidi” da parte dei sindacati, in occasione dell’incontro fra le parti sindacali e i rappresentanti del governo.

“Siamo convinti che anche dopo la mobilità nessuno dei dipendenti delle Province deve ritrovarsi a casa. Adesso la Toscana, come le altre Regioni, fisserà quali competenze delle Province intende prendere e presenterà apposite proposte legge. Poi abbiamo una trattativa aperta con il Governo. Per noi la trattativa non è chiusa”. Ecco cosa dice Rossi, nel corso dell’incontro con i lavoratori. E aggiunge: “Se dobbiamo prendere anche il personale c’è un impatto economico non banale per una regione che ha già avuto, complessivamente, tagli per 4 miliardi”. Per questo, “dobbiamo trattare con il Governo se possiamo assumere una parte del personale. E il tutto va fatto in tempi rapidi. Non si deve disperdere professionalità e non ferire la sensibilità di queste persone che sono servitori dello Stato e non possono finire in una terra di nessuno”.

E mentre i lavoratori comunicano che non smobiliteranno neanche stanotte, Giuseppe Aloi della Rsu rilancia: “A Rossi chiediamo come si risolve questa questione visto che dopo l’approvazione della finanziaria da parte del Governo il tema passerà in capo alle Regioni”. Una battaglia che secondo le previsioni del sindacalista, potrebbe andare avanti anche per un altro anno o due. Infine, il sindacalista ricorda che con gli esuberi dei dipendenti delle Provincia fiorentina “sono a rischio numerosi servizi essenziali al cittadino, in primis la Protezione civile che vede all’interno della sala operativa sedere 8 operatori, di cui 5 precari, i primi a rischiare il posto”.

L’agitazione dei dipendenti della Provincia di Firenze ha avuto anche la solidarietà dell’ex presidente della Provincia di Firenze Michele Gesualdi, che ha inviato una lettera. Ecco il testo:

 

“La decisione di questo Governo di procedere all’abolizione delle Province è sconcertante sia per la sostanza che per il modo.
La sostanza – perchè non si elimina un Ente che nel corso degli anni ha avuto un ruolo crescente per lo sviluppo di questo Paese, senza una seria e concreta programmazione che definisca gli Enti che assorbano le funzioni e la collocazione dei dipendenti salvaguardando la loro professionalità. 
Si naviga a vista, con il rischio molto concreto di peggiorare i servizi ai cittadini. Quanto sta avvenendo a Firenze è illuminante. Si costituisce l’Area Metropolitana che in realtà non è tale in quanto non coinvolgerà l’area di Prato e Pistoia, ma si limita al territorio dell’attuale Provincia di Firenze. 
Il modo – si rende incerto il futuro, e si ferisce la dignità di 45mila lavoratori in Italia senza sentire il bisogno di confrontarsi con i diretti interessati attraverso i loro sindacati. 
In questo momento difficile per voi desidero farvi giungere la mia solidarietà e vicinanza per la giusta lotta che state conducendo a difesa del vostro posto di lavoro, della vostra professionalità e per un’Italia migliore”. La lettera è firmata Michele Gesualdi.

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