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Province, lo stato dell’arte? Vergognoso, secondo Barducci Politica

Tanto rumore per nulla, sulle province. Una retromarcia politica che rischia però di penalizzare ancora una volta i cittadini. La crisi del governo Monti travolge infatti anche la riforma sul riassetto delle province italiane, come annunciato nella tarda serata di lunedì scorso dal ministro Patroni Griffi, a causa dell'elevato numero di emendamenti presentati dal Pdl. Tra le prime reazioni toscane, quella di Andrea Barducci, presidente della Provincia fiorentina, a margine della presentazione del bilancio 2013 dell'ente, che commenta furioso: “È vergognoso. È una tipica situazione italiana, questa gente deve andare a casa”.

Secondo Barducci, infatti, l'affossamento della riforma è conseguenza di mero calcolo e sopravvivenza politica: “Se la riforma non è andata in porto è anche per l'operazione di bassa cucina politica svolta dai parlamentari e legata alle elezioni che si avvicinano. Si è deciso di non decidere- aggiunge- lasciando così le istituzioni in una situazione difficile e incerta”. L'unica certezza è infatti il blocco della riforma, che però era già in parte iniziata, creando così un vuoto legislativo di ripartizione delle competenze. In altre parole, le Province non saranno accorpate, con buona pace degli strenui sostenitori ora improvvisamente dileguatesi, e ognuna di queste sopravviverà a se stessa, ma sono già state svuotate delle loro competenze e funzioni. Esistono, quindi, ma senza avere alcun potere. Con non poche conseguenze per la vita dei cittadini: dalla Provincia dipendono infatti il buon funzionamento, e la sicurezza, delle scuole di secondo grado, le strade, la difesa del suolo e della programmazione territoriale, trasporti e rifiuti.

Un pasticcio legislativo intricato, insomma: il decreto “Salva Italia” prevede infatti che le funzioni delle Province devono essere ripartite tra Comuni e Regioni, con l'obbligo di quest'ultime di legiferare in tal senso. Ma, venendo meno la riforma, né lo Stato né le Regioni hanno stabilito a chi spettano le competenze provinciali. Al momento, la soluzione migliore sembra quella di inserire un emendamento nella legge di stabilità, annullando gli effetti del decreto “Salva Italia”, e conferendo nuovamente agli enti provinciali le funzioni e le competenze che gli sono proprie. A confermarlo lo stesso Barducci:”È plausibile che si possa intervenire con la legge di stabilità, almeno per prevedere una norma transitoria, e far proseguire le cose così come sono”.

In attesa di conoscere il futuro delle province, il presente è sicuro: la Provincia di Firenze, visto i tagli governativi- “31 milioni di euro, che dal territorio fiorentino dovranno essere trasferiti a Roma”, precisa Barducci- aumenterà dal prossimo anno del 5% la tassa sui rifiuti (TIA), e l'Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) passerà dal 25 al 30%, mentre la RcAuto, fissata all'11% per il prossimo anno, nel 2014 calerà al 9%, tra le più basse in Italia. “Il nostro è un bilancio di mera sopravvivenza- commenta Barducci- ma che permetterà comunque alla Provincia di Firenze di essere una delle poche province italiane a sopravvivere allo choc finanziario prodotto dai tagli del governo, e a rispettare il Patto di Stabilità”. “Risparmieremo su tutto, anche sul riscaldamento- conclude il presidente- ma saranno mantenuti i servizi, anche se non ci saranno le risorse per le politiche, come il welfare, il turismo o la cultura”.

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