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La Musicosintesi: come ascoltare “il canto dell’anima” Cronaca, Società, STAMP - Salute

Prato – Prevenire gli atteggiamenti violenti è oggi quanto mai urgente e conoscere quei fattori che possono indurre a comportamenti dannosi per sé stessi e gli altri, può facilitare il compito degli operatori sociali, rendendo possibile intervenire sulle sue cause profonde,per mettere la parola fine alla violenza o almeno riducendone la portata.

Infatti esiste, anche se non se ne parla mai abbastanza, la “cultura dei diritti”, che può efficacemente contrastare quella delle idee e dei pregiudizi che sono alla base dei gesti pericolosi e in questo contesto una formazione  efficace che coinvolga tutti i soggetti, dallo Stato, alla società civile, alle comunità internazionali, può rivelarsi preziosa e di aiuto importante.
Nell’ambito della prevenzione al malessere individuale e al suo disagio, un aiuto può venire anche  dalla Musicosintesi”, un nuovo modello ideato da Alessandra Giuliana Marson, autrice del libro: “Il Canto dell’Anima. Alle origini del dialogo sonoro nella diade madre-feto” L’UOMO Edizioni Firenze 2009 e di diverse pubblicazioni in materia e musicoterapista, iscritta A.I.M. Magister e Supervisore nel modello Benenzon e Counsellor Psicosintetico Professionista della S.I.P.T.
psicosintesi
Il modello della Musicosintesi nasce dall’incontro e dalla consonanza tra la visione della Psicosintesi di Roberto Assagioli e quello della Musicoterapia nel modello di Rolando Benenzon. Entrambe le teorie -, fa osservare la Marson – affermano  che all’interno di ognuno di noi esiste un incessante movimento dinamico, un flusso continuo di vibrazioni, quasi una sorta di dialogo e la “Musicosintesi” si rivela un modello utile per chi desidera realizzare un processo di sintesi e d’integrazione, accordandosi al movimento dinamico dell’esistenza”. 
In particolare le sue applicazioni vanno dalla prevenzione primaria ovvero la Musicoterapia prenatale che – “accompagnando dal V mese di gravidanza, la donna madre nascente” – così a Stamp la Musicoterapeuta – “attraverso l’esperienza diretta con diverse tecniche tra le quali: l’espressione vocale, la meditazione e l’uso degli strumenti musicali, promuove la piena espressione della gestante, il contatto con i propri affetti ed emozioni, il dialogo affettivo-sonoro nella diade madre-feto e la consapevolezza della propria essenza sonora originaria. Tutto questo, per favorire ed ampliare il dialogo con sé stessa, con la propria identità di figlia, di donna e di madre. “
Importanti sono i percorsi intensivirivolti non solo alla gestante, ma anche alla “coppia genitoriale nascente”, che la dottoressa Marson organizzerà prossimamente in Lunigiana, quale esperienza intensiva di Musicoterapia prenatale. Sempre nell’ambito preventivo ha trovato applicazione il progetto del “Bambino Stellare“, ovvero un percorso educativo-creativo utile ai bambini nelle varie fasi della crescita e qui – dice la Marson, – mi sono ispirata alla bellezza interiore del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, inteso come quel bambino capace di esprimere liberamente tutte le proprie funzioni e nello stesso tempo capace di sviluppare tutte quelle qualità, così necessarie per creare delle buone relazioni con gli altri e divenire nel tempo un essere sempre più completo ed armonioso in accordo con il progetto della sua anima“. 
Non poteva mancare l’attenzione al mondo complesso degli adolescenti e per loro, la “Musicosintesi”,  (qui applicata  a livello di prevenzione secondaria), che la Marson ha sviluppato insieme a Lorella Paola Betti, indica un percorso evolutivo-creativo, (ispirandosi al libro di Joseph Campbell “L’Eroe dai mille volti” basato sull‘archetipo del Viaggio dell’Eroe e poi  ampliato dallo Psicoterapeuta William Pennel Rock edillustrato nel suo libro “Performing Inside Out”), grazie anche  all’applicazione dello strumento del “Musicodràma” che rende possibile sviluppare, creare e personificare il processo d’intensa trasformazione che sta avvenendo nella propria esistenza. 

Nello specifico, “il fatto di poter condividere all’interno di un gruppo di adolescenti” -, spiega la dottoressa Marson,-” un viaggio evolutivo-creativo condiviso(grazie allo strumento del Musicodràma), per attraversare insieme agli altri il misterioso territorio dell’avventura, per sua natura,genera ed attiva un intenso processo dinamico all’interno delle relazioni, sia a livello intra che interpersonale favorendo la consapevolezza di sé, l’armonizzazione e la sintesi.”

A questo proposito a Bologna,dal 27 al 30 ottobre,presso il Centro di Psicosintesi Applicata, W. P. Rock condurrà un workshop dal titolo” La storia d’amore interiore” con la collaborazione della dottoressa Marson. Interessante è anche l’applicazione della “Musicosintesi” rivolta a tutti coloro che si occupano di relazioni di aiuto: insegnanti, educatori e tutti quei professionisti che operano nel settore riabilitativo-terapeuticoperché, secondo quanto espresso dalla Federazione Mondiale di Musicoterapia nel 1966, “la Musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) ed è un processo atto a favorire e a facilitare la comunicazione, la relazione, l’apprendimento e l’espressione: con lo scopo di sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo, in modo tale che grazie alla qualità della relazione terapeutica sia possibile migliorarne la qualità della vita”.

” E – termina la Marson-“attualmente lavoro all’interno  di un’equipe di professionisti che a Prato si occupa di realizzare progetti di riabilitazione rivolti a pazienti psichiatrici, svolgendo un’attività di Musicoterapia individuale pensata e rivolta ai pazienti con lo scopo di valorizzare le risorse e svilupparne le potenzialità, che in questo contesto si rivela fondamentale per favorirne il benessere e l’apertura di nuovi canali di comunicazione sonora, analogica e non verbale

A conclusione la dottoressa Alessandra Giuliana Marson ci lascia con quest’immagine: “Il colore degli occhi di Sofia è come l’azzurro terso del cielo al mattino … Sofia non parla ma emette dei suoni molto intensi … i movimenti che Sofia compie nello spazio sono spesso circolari e ricordano i cerchi infiniti del corpo nelle danze Sufi … raramente, in alcuni attimi, Sofia mi sorride con i suoi occhi azzurro terso e il suo volto s’illumina regalandomi un sorriso … Sofia rappresenta per me un universo sonoro articolato, ancestrale ed ineffabile che ogni volta mi conferma l’importanza di ascoltare e di valorizzare la profonda identità del suo essere musicale, di quella parte di sé, che attende soltanto di essere vista e riconosciuta per poter cantare!(estratto dell’articolo: “Musicosintesi e le sue applicazioni nella relazione con pazienti psichiatrici” di Alessandra Giuliana Marson pubblicato nella Rivista  di Psicosintesi Terapeutica, Ed. S.I.P.T. Firenze 2013 – Anno XIV n. 28)
Foto:  Alessandra Giuliana Marson
Foto in alto: nuovacolmena.wix.com
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