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Psoriasi: in Toscana i pazienti sono 110mila Cronaca

Firenze – Una malattia spesso sottovalutata, non diagnosticata e con un forte impatto sulla vita sociale e psicologica, che colpisce oltre 2 milioni di italiani, di cui circa  110.0002 toscani. Su più di 3 milioni e mezzo di abitanti, l’incidenza della psoriasi in Regione è pari al 2,8%. Numeri largamente sottostimati, poiché si ritiene esista una fascia più ampia di popolazione che non dichiara di soffrirne o arriva tardi a una corretta diagnosi.

Pazienti che, secondo una indagine condotta dal Censis3, si trovano a vivere sospesi tra la paura dell’evoluzione della malattia (65%), la vergogna per i segni sul corpo (56%), la sensazione di essere percepiti dagli altri come contagiosi (52%) e l’ansia da ricomparsa dei sintomi, che nei casi più gravi, sfocia in periodi di depressione (48%) e una generale insoddisfazione per la propria qualità di vita.

È questo il preoccupante ritratto della psoriasi emerso oggi a Firenze dal confronto tra dermatologi, Associazioni di pazienti e Istituzioni, avvenutonell’ambito del roadshow regionaledel progetto “ConTatto” che oggi ha fatto tappa nel capoluogo toscano. La Campagna, promossa e realizzata da Novartis, si pone come obiettivo quello di tracciare una fotografia dei diversi aspetti legati alla patologia in Italia, come i suoi sintomi, l’epidemiologia, gli aspetti psicologici e i costi ad essa correlati.

La psoriasi non è solo una patologia della cute, ma è una malattia sistemica che coinvolge molteplici organi e apparati (articolazioni, sistema cardiovascolare, metabolismo dei grassi e degli zuccheri). Inoltre ha effetti importanti sulla qualità della vita delle persone malate”, dichiara il Dott. Saffi Ettore Giustini, Responsabile Nazionale dell’Area Farmaco SIMG (Società Italiana di Medicina Generale).Fondamentale è la diagnosi tempestiva di questa patologia e il ruolo di tutti gli specialisti coinvolti nel processo di gestione di un paziente, dal Medico di Medicina Generale ai Dermatologi dei Centri di cura selezionati in ambito regionale, al fine di individuare tempestivamente le terapie più adeguate”.

Un percorso diagnostico complesso, quello dei pazienti affetti da psoriasi, che in 7 casi su 103 si trovano a passare da uno specialista ad un altro prima di ottenere una diagnosi corretta.

La corretta diagnosi rappresenta un punto di partenza fondamentale per la definizione di una terapia appropriata”, prosegue la Dott.ssa Francesca Prignano, Dirigente Medico dell’Azienda Sanitaria di Firenze. “Sono molti i passi in avanti registrati dalla ricerca scientifica in questi anni e le nuove terapie a base di farmaci biotecnologici sono in grado di offrire risultati in termini di efficacia, sicurezza e miglioramento della qualità di vita dei pazienti”.

Una gestione adeguata della patologia è importante per garantire ai pazienti affetti da psoriasi il diritto a una tempestiva diagnosi, per questo è necessario agire con l’obiettivo di ottenere un modello organizzativo più efficace. “Come accade per altre malattie croniche, anche i pazienti affetti da psoriasi necessitano di cure per tutta la vita, il che va inevitabilmente ad impattare su una spesa sanitaria già in grossa difficoltà”, conclude il Dott. Riccardo Tartaglia, Responsabile del Centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana. Molto quindi si può fare per individuare e implementare le attuali aree di miglioramento, definendo un modello di gestione delle risorse che introduca indicatori clinici per confrontare l’efficacia delle terapie e dei centri sulla base del miglior rapporto possibile tra risultato delle cure e spesa sostenuta. E’ opportuno curare, per il raggiungimento di un buon risultato, gli aspetti relativi alla comunicazione e al lavoro di team in particolare favorendo la collaborazione tra medico specialista e medico di medicina generale. L’uso di strumenti di supporto alla decisione clinica potrebbe essere di grande aiuto come pure modalità standardizzate di trasmissione delle informazioni/handover tra i professionisti coinvolti”.

 

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