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Pubblica amministrazione, Usb: “Il problema? L’intervento stretto della politica” Breaking news, Cronaca

Firenze – Palazzo Vecchio evita in corner la paralisi licenziando in questi giorni una delibera in cui, all’art. 22 bis, regolamenta il difficile passaggio fra un amministrazione e l’altra, in scadenza di mandato del sindaco. La norma, a garanzia della continuità dell’azione amministrativa,  stabilisce che, “nelle more delle decisioni da parte dell’Amministrazione entrante circa la definizione degli assetti organizzativi”, gli incarichi dirigenziali conferiti a personale assunto con contratto a tempo indeterminato “sono confermati fino a nuovo atto del Sindaco neoeletto e comunque non oltre sei mesi”, mentre gli incarichi gli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’art. 110, comma 1, del Tuel (ovvero gli incarichi conferiti su chiamata del primo cittadino) “sono automaticamente prorogati per un periodo di trenta giorni; entro tale termine è facoltà del Sindaco neoeletto disporre, con proprio atto espresso e motivato, la proroga degli stessi fino ad un massimo di ulteriori novanta giorni”.

L’allarme, nei giorni scorsi, lo avevano lanciato sia pure ufficiosamente dall’Usb, per nulla tranquillizzata, l’associazione sindacale, dalla girandola di concorsi per le nuove assunzioni che si è messa in moto. “Il rischio era grosso – dicono dall’Usb – 10 anni di blocco assunzioni, quota 100”, e infine, il passaggio elettorale per la poltrona di sindaco poteva significare lo “svuotamento” degli assunti ex art.110. Insomma, come vengono comunemente chiamati, i “nominati”, vale a dire quelli chiamati direttamente dal primo cittadino.

“I concorsi hanno tempi così veloci da rendere impossibile persino l’organizzazione di corsi di preparazione sui vari profili professionali – dicono all’interno del sindacato – e si estendono a moltissimi settori, dagli amministrativi ai tecnici agli educatori. D’altro canto, col nuovo contratto (che è già scaduto, il personale è già in vacanza contrattuale), era previsto che alla scadenza del mandato del sindaco decadano anche “i 110″, vale a dire dirigenti e p.o. a chiamata diretta”.

Dunque, pericolo sventato? Sì, a breve termine, continuano dall’Usb. “Infatti, il vero nodo da risolvere è questo stretto connubio “amministrazione-politica”, pericoloso anche in quanto, a un eventuale cambio di casacca del primo cittadino, il sindaco entrante potrebbe anche decidere di mandare tutto alla Corte dei Conti e invocare il danno erariale, per quanto riguarda i dirigenti “nominati”. Stessa cosa anche per le posizioni organizzative, le famose p.o.. In questo caso, ci troviamo di fronte a u contratto nazionale già scaduto: i dipendenti dovrebbero fare …. autogestione, con contratto scaduto e una vacanza contrattuale pari a 7,50 euro lordi al mese”.

Del resto, il vero svincolo rimane l’applicazione “stretta” per i ruoli della pubblica amministrazione, del principio costituzionale che nella P.A. si entra per concorso. “Anche perché – concludono dall’ Usb – il fatto che politica e ruoli amministrativi si diano così platealmente la mano, conduce  a una certa ovvia torbidezza nelle relazioni”.

 

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