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Publiacqua licenzia sindacalista Usb, il sindacato promette guerra Breaking news, Cronaca

Firenze – Licenziata per un post su Facebook. Un post a commento di un intervento della ex consigliera comunale pentastellata Silvia Noferi e che riguardava Publiacqua. Si tratta di una sindacalista dell’Usb, dipendente della partecipata del Comune di Firenze. Rea di aver “espresso una propria valutazione nella veste di dirigente sindacale”, come precisa Stefano Cecchi, dell’Unione sindacale di base, raggiunto da Stamp. “Un vero e proprio attacco alla libertà di espressione e anche alla rappresentanza sindacale”, dice senza mezzi termini Cecchi, che prospetta una mobilitazione dell’Usb. Anche perché non è il primo caso, dal momento che proprio un altro dei suoi rappresentanti è stato licenziato da Unicoop poco tempo fa. “Un attacco concentrico – continua Cecchi – che ha ad oggetto le rappresentanze dei lavoratori”. Al di là della giustezza dei toni, su cui si sarebbe espressa l’azienda come motivo per giungere alla sanzione estrema.

Il licenziamento è stato preceduto, come informa l’Usb, da incontri fra le rappresentanze del sindacato regionale  e l’amministratore delegato e col presidente di Publiacqua SpA. Incontro avvenuto lo scorso 23 giugno, con successivi contatti telefonici e a mezzo lettera. Tutto inutile.

I “commenti a caldo” per cui è stato avallato il provvedimento disciplinare nei confronti della lavoratrice, fuono espressi il famoso “venerdì nero” del 12 aprile scorso quando sei lavoratori furono ricoverati con l’intervento del 118 per intossicazione. I lavoratori  i trovavano nella sede delPotabilizzatore di Publiacqua dell’Anconella a Firenze, Palazzina Degremont (ad oggi completamente svuotata dal personale interessato su ordine dell’Amministratore Delegato Paolo Saccani e il Presidente Lorenzo Perra), che provocò, per la dipendente più grave, 40 giorni di infortunio.

La dipendente è stata licenziata, precisano da Publiacqua,  in quanto avrebbe messo in atto comportamenti fortemente lesivi per la società, secondo quanto stabilito dal Contratto nazionale collettivo Unicogasacqua. Comportamenti che avrebbero compromesso il necessario rapporto di fiducia che serve per mantenere la relazione di lavoro. Inoltre, Publiacqua contesterebbe alla dipendente che, nel momento delle critiche, non avrebbe ancora ricoperto ufficialmente il ruolo di delegata sindacale. Le urne erano state chiuse da poco.

Sul caso sono intervenuti i consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune, che ritengono il licenziamento un atto “gravissimo£ nei confronti di “una dipendente colpevole di aver commentato su Facebook un post sull’azienda. Si tratta di critiche legittime, anche se si è scelto di spostare l’attenzione sui toni utilizzati”. Sono queste le parole che usano Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, che hanno diffuso un comunicato congiunto con Tommaso Grassi, consigliere comunale nelle due consiliature precedenti. “La dirigenza dovrebbe interrogarsi sugli effetti di anni di gestione aziendale, priva di controllo pubblico e di un sistematico disinteresse per le condizioni occupazionali del personale. Cosa ci si aspetta dai dipendenti? Chiediamo – proseguono nella nota – al Comune di Firenze e al neo Presidente di Publiacqua Perra di tornare indietro. Alla dirigenza invece chiediamo di farci sapere se ed entro quando avremo sanzioni e licenziamenti per i responsabili del crollo di Lungarno Torrigiani, oppure nei confronti di chi ha difeso e voluto fortemente le norme che permettevano di chiudere l’acqua ai morosi, azione che recentemente è stata causa di una sanzione a Publiacqua da 2 milioni di euro perché pratica ritenuta contro legge. Oppure, infine, visto che le critiche della ex dipendente erano riferite alle intossicazioni che hanno subito i dipendenti, ricoverati qualche mese fa per problemi respiratori: quando saranno avviate le procedure per licenziare o far pagare il danno erariale a chi, negli uffici a rischio, ci ha speso milioni di euro? Inoltre – concludono Bundu, Palagi e Grassi – ci chiediamo perché si siano sempre fatti pagare alla cittadinanza, tramite le bollette, i milioni di euro di sanzioni per danni penali provocati da Publiacqua, oltre a quelli che consideriamo essere veri e propri sprechi, tra sistemi informatici inutili e pagati profumatamente, ristrutturazioni di dubbia utilità, consulenze e sponsorizzazioni a pioggia”.

Non è da meno il capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5Stelle Roberto De Blasi, che commenta: “Colpirne uno per educarne cento”.

“E’ questo l’atteggiamento dei vertici della partecipata Publiacqua Spa che, fa sapere, conferma il licenziamento della delegata sindacale RSU aderente a USB – incalza De Blasi – la Spa dell’acqua ha libertà di intossicare con reagenti chimici e mandare di urgenza 6 lavoratori al pronto soccorso, ma se come Delegata Sindacale ti lamenti sui social vieni licenziata!”.

Del resto, continua ad attaccare De Blasi, “Andrebbero invece licenziati i dirigenti che hanno speso circa 3 milioni di euro delle bollette dei cittadini per ristrutturare la palazzina Degremont oggi svuotata dai dipendenti; senza considerare che ad oggi non sono ancora note le responsabilità del crollo dell’argine in Lungarno Torrigiani e quanti soldi siano stati spesi per ricostruirlo in fretta e furia, in maniera del tutto indecorosa per la città di Firenze.  Il Movimento 5 Stelle – conclude De Blasi – esprime solidarietà al dipendente che subisce l’atteggiamento di chi del menagment si adopera in comportamenti di incomprensibile ingiustizia rivolta ai diritti dei lavoratori, insieme ad una amministrazione che di sinistra conserva solo la sterile propaganda”.

 

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