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Pucci (Lef): don Milani oggi sarebbe dalla parte dei no-global Cultura

Firenze – La LEF (Libreria Editrice Fiorentina) è l’unica casa editrice toscana presente al Salone dell’Editoria Sociale che si svolge a Roma fino al  19 ottobre. Nata nel 1902 come iniziativa cattolica, fa il salto negli anni Sessanta con le opere di Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani fino a diventare, oggi, una delle case editrici di punta della cultura ecologista e il suo direttore, Giannozzo Pucci, questo traguardo, lo rivendica, giustamente, con soddisfazione.

Giannozzo Pucci, la sua è l’unica casa editrice toscana presente al Salone dell’editoria sociale a Roma. Come mai questa scelta?
Abbiamo sostenuto e aderito volentieri a questa iniziativa fin dall’inizio perché riteniamo che sia una manifestazione di alta qualità. Le case editrici presenti non sono molte ma gli eventi, le presentazioni e gli incontri che vengono organizzati sono di altissimo livello. Insomma, di solito si torna a casa arricchiti di spunti e idee che vanno a completare la nostra attività editoriale.

Giorgio La Pira, don Lorenzo Milani sono due dei nomi forti del vostro catalogo. Qual è stata e qual è oggi la vostra scelta editoriale? Inoltre, è difficile continuare sulla strada già battuta?
Il difficile, oggi, per una piccola casa editrice come la nostra, è promuovere quello che stiamo facendo, ovvero comunicare le novità editoriali che escono e il motivo per cui le scegliamo. Il nostro obiettivo è far capire come mai continuiamo nella tradizione di La Pira e di don Milani; soprattutto quest’ultimo, è di una attualità sconvolgente. Nelle sue “Esperienze pastorali” si legge dell’ateismo e dei materialismi diffusi in tutto il mondo cattolico, compreso quello ecclesiale. A breve, inoltre, dovrebbe uscire il libro “La cospirazione cristiana nell’impero assoluto della scienza e della tecnica” che è la trascrizione di un seminario (svoltosi a Camaldoli nel maggio 2002) a cui partecipò Ivan Illich (ndr storico, filosofo, scrittore e pedagogista austriaco affine all’anarchismo cristiano) proprio nell’anno della sua morte. E ancora, nel 2015 sarà la volta di “Seme sacro”, libro fortemente voluto di Vandana Shiva (che ne scriverà l’introduzione) e che raccoglie gli interventi di tutte le religioni sul tema della sacralità del seme. Infine, entro l’anno pubblicheremo “Un cristiano per la città sul monte”, ovvero i pensieri e colloqui di Giorgio La Pira sull’eroismo cristiano.

giannozzo pucci

Il tema del salone quest’anno è “L’Europa in cammino”. Secondo lei esiste una cultura e un’editoria europee? E se si, a suo avviso, dove stanno andando?
Siccome c’è una pluralità linguistica, non è detto che i libri pubblicati in Italia siano comunicabili o esportabili in altri paesi europei. Ma individuo alcune tematiche comuni come la medicina naturale, una certa agricoltura, l’uso delle piante anche a livello curativo, sì, forse la cultura ecologista attraversa oggi tutta l’Europa e ne varca anche i confini. E questo perché esiste la consapevolezza che stiamo procedendo verso la distruzione del mondo contadino, verso il disfacimento delle nostre tradizioni culturali, e si fa sempre più pressante la volontà di iniziare un cammino per ritrovare un’etica comune. E credo che, in questo percorso, l’Europa abbia un compito.

Quale novità editoriale portate al Salone dell’Editoria Sociale?
Presentiamo un piccolo libro “La permapicoltura” (coltura delle api in modo naturale che limita l’intervento umano) e che rientra nella pratica di un’agricoltura consapevole e naturale. In effetti siamo convinti che l’agricoltura non debba trasformare la natura e che si debba lavorare la terra e le sue risorse con semplicità. I primitivi mangiavano e conoscevano 800 piante diverse, noi, oggi, a malapena, ne mangiamo 8. E quelle stesse piante che mancano dalla nostra quotidianità hanno poteri curativi e sono ricche di sostanze nutritive.

Che cosa direbbero secondo lei, oggi, Giorgio La Pira e don Lorenzo Milani?
Più che cosa direbbero, meglio sarebbe affermare che cosa hanno già detto: La Pira, per primo, ha introdotto nella costituzione i diritti che si basano sui doveri (diritti individuali e comunitari). Don Milani si era già scagliato, cinquant’anni fa, contro le mode e il consumismo che annebbiano il pensiero. Ecco, don Milani oggi starebbe con i no-global; La Pira con coloro che si inchinano ai diritti contro la liberalizzazione di tutto. Io li sento ancora molto vicini, e necessari.

 

 

 

 

 

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