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Quadrifoglio, tre anni di tempo per diventare grandi Economia

Moretti enumera tutti i “plus” che lo rendono il principale operatore sul territorio regionale: un bacino d’utenza di 600 mila persone e un giro d’affari di 145 milioni. “Ma sarebbe un errore madornale non seguire il percorso alternativo che ci consente di sfruttare tre anni di tempo per creare sinergie, incrementare i valori patrimoniali, aumentare l’efficienza e abbassare il costo del servizio”. Anche per Quadrifoglio, così come per tutte le altre utility toscane, sta per arrivare l’ora “x”: quel dicembre 2012 in cui dovranno essere indette le gare sui servizi pubblici locali, secondo il decreto Crescitalia. Lo aveva già previsto il Governo precedente, con una deadline anche più vicina (marzo 2012). Monti l’ha ribadito, con una alternativa preziosa per le nostre aziende ancora troppo piccole e spezzettate: la possibilità di mantenere per tre anni la gestione “in house” (senza gara) purchè si aggreghino e facciano il salto dimensionale. 
Comunque sia, a dicembre o fra tre anni, un fatto è certo: le aste pubbliche per l’affidamento dei servizi sono una partita colossale dal punto di vista economico, a cui da tempo si stanno preparando i maggiori player italiani con varie ipotesi. Una fra tutte la nascita di una gigantesca superutility italiana sul modello della Rwe tedesca il cui nucleo portante sarebbe costituito dalle maggiori aziende del nord (A2A, Hera, Iren). Certo le nostre aziende al confronto sono e saranno sempre “lillipuziane”.
In Toscana sono questi i numeri delle future aste pubbliche: solo per i rifiuti si tratta di mettere a gara servizi per un importo di 600 milioni.
Quadrifoglio (insieme a Publiambiente, Asm Prato, Safi di Greve in Chianti, Aer di Rufina, Cis di Montale) ci ha già pensato e ha dato vita a Helios, la società per sviluppare l'attività di gestione dei servizi ambientali e dunque partecipare a eventuali gare dentro o fuori dal territorio regionale. Per ora però questa unione operativa è rimasta inattiva.
“I nostri azionisti sono chiamati a decidere su tre scenari – prosegue Moretti -: indire la gara d’ambito, procedere all’aggregazione operativa di più aziende, arrivare alla fusione societaria”. Scenari teoricamente tutti aperti. “Personalmente propendo per una vera e propria aggregazione societaria: si costruiscono valori patrimoniali più solidi, con una ricaduta anche sui singoli azionisti”.  Per fare un esempio, la fusione delle aziende che hanno dato vita a Helios farebbe crescere immediatamente del 10/15% la pura somma dei loro valori patrimoniali (attualmente circa 450 milioni). Senza contare la maggiore efficienza e capacità organizzativa di un’azienda che opera su più larga scala. C’è un’ultima domanda cruciale da porsi. Ce la faranno i nostri futuri “piccoli giganti” contro i mastodontici competitor che potrebbero varcare gli Appennini per gareggiare da noi? “C’è un valore aggiunto delle nostre aziende, che non dobbiamo dimenticare: la conoscenza del territorio regionale, che è un elemento fondamentale per l’erogazione dei servizi”.

foto:il rendering del progetto del termovalorizzatore di Case Passerini

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