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Lo scoglio delle Scole verrà rimosso fra 15 giorni dal fianco della Concordia Cronaca

C’è da scommetterci: il presidente della Regione, Enrico Rossi, sarà tornato all’attacco sostenendo che lo smantellamento della Costa Concordia dovrà avvenire nel porto di Livorno. Regione Toscana e Ministero dei Trasporti continuano a dialogare in vista della rimozione della nave da crociera dalle acque del Giglio. Quando la balena adagiata su di un fianco tornerà a galleggiare, ha sempre sostenuto il Governatore, dovrà essere trasferita a Livorno per essere demolita. Rossi da tempo sta premendo sul Governo e su Costa Crociere per far sì che la Toscana possa avvantaggiarsi (se di vantaggio in qualche modo di può parlare a proposito di una tragedia come quella del Giglio in cui, è bene ricordarlo, hanno perso la vita 32 persone) del naufragio del 13 gennaio. Si è appena conclusa, a Firenze, la riunione del Comitato consultivo dell’emergenza Costa Concordia al quale hanno partecipato oltre Rossi, anche il sindaco dell'isola del Giglio, Sergio Ortelli, ed il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. Nella riunione si è parlato del progetto di rimozione esposto ieri, 3 luglio, dalla cordata italo-americana composta da Titan Salvage e Micoperi. Le due società hanno esposto, dopo la relazione dell’Osservatorio ambientale sullo stato di avanzamento delle operazioni sul relitto, quali siano i prossimi lavori da affrontare per rimettere in piedi la Concordia. La riunione odierna, però, è stata soprattutto l’occasione per fare il punto sulle commesse che verranno affidate alle aziende toscane e per verificare i risultati dell’azione portata avanti in questi mesi da Rossi. Si sa che i 30 cassoni necessari per rimettere la nave in stato di galleggiamento dovrebbero essere realizzati da Fincantieri, ma anche i Nuovi Cantieri Apuania di Carrara (Massa Carrara) dovrebbero avvantaggiarsi in qualche modo da questa commessa. A Livorno, invece, l’Oma dovrebbe essere coinvolta nella realizzazione della piattaforma di ferro che servirà a sostenere la nave, mentre Piombino (Livorno) dovrebbe fungere da base logistica per gli operatori di Titan Salvage e Micoperi. Anche alcune imprese della provincia di Grosseto, poi, potrebbero essere impegnate per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle operazioni di rimozione del relitto.

Ancora positivi gli esiti degli esami di Arpat
Sul fronte dell’inquinamento, dal Giglio arrivano invece notizie tutto sommato ancora positive. Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha infatti pubblicato i risultati delle analisi svolte sui campionamenti effettuati il 25 giugno nelle acque del Giglio. I test di tossicità hanno dato esito negativo. Idrocarburi e tensioattivi risultano ancora nella norma, così come tutti gli altri parametri. Soltanto i solventi aromatici, i coliformi totali e le sostanze azotate hanno fatto registrare lievi alterazioni in prossimità del relitto.

La rimozione dello scoglio dal fianco della nave
Al termine della riunione presso gli uffici della presidenza della Regione, Gabrielli ha confermato che Titan Salvage e Micoperi hanno ribadito che la messa in sicurezza della Concordia avverrà entro il 31 agosto. Il capo della Protezione Civile ha anche spiegato che le notizie che giungono dal Giglio restano confortanti, dato che i lavori sul relitto continuano secondo le tempistiche prefissate e, per il momento, senza intoppi di sorta. A breve, ha precisato invece Maria Sargentini, capo della Protezione Civile toscana e presidente dell’Osservatorio ambientale insediatosi sull’isola del Giglio e diretto dalla Regione Toscana, sarà scongiurato il rischio inabissamento a causa delle mareggiate autunnali. L’amministratore delegato di Micoperi, Silvio Bartolotti, ha invece annunciato che la rimozione dello scoglio delle Scole dal fianco della Concordia potrebbe avvenire già fra 15 giorni. La roccia, che ha provocato uno squarcio di circa 90 metri di lunghezza nello scafo della nave, ha un peso approssimativo di 200 tonnellate e la sua rimozione non dovrebbe avere conseguenze sulla stabilità del relitto. Su 60.000 tonnellate, infatti, 200 tonnellate sono un’inezia, ha spiegato Bartolotti. Una volta rimosso, lo scoglio dovrebbe essere affidato all’isola del Giglio ed una parte potrebbe diventare un monumento in memoria delle vittime della tragedia del 13 gennaio, anche se non è escluso nemmeno che possa essere ricollocato nel gruppo delle Scole.

Rossi: "Le cose si stanno evolvendo in maniera positiva"
Dopo aver incontrato anche il prefetto di Grosseto, Marco Valentini, il presidente della Provincia maremmana, Leonardo Marras, e l’ex amministratore delegato della Magona e coordinatore degli interventi delle imprese toscane nell’ambito del recupero della Concordia, Dario Talluri, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi ha confermato che i Nuovi Cantieri Apuania dovrebbero avere una qualche parte nella produzione dei 30 cassoni necessari per rimettere in galleggiamento il relitto. “Le cose si stanno evolvendo in maniera positiva – ha spiegato il Governatore – e per le imprese toscane sono aperte opportunità su cui si sta lavorando, al di là dell’affidamento dell’appalto a Fincantieri come capo-commessa unico”. Rossi ha anche spiegato che, proprio durante l’incontro di oggi, ha avuto un colloquio telefonico con il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenzi, che gli ha confermato che contatterà Fincantieri per promuovere gli interessi di Nuovi Cantieri Apuania.
 

 Foto: http://www.dailypinner.eraniapinnera.com

 

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