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Quando la crisi da economica diventa esistenziale Società

Un vortice di suicidi, psicofarmaci presi come caramelle, balzo all'insù per le morti di droga e abuso d'alcol: raramente la crisi, si ferma alla mancanza delle cose materiali, alla deprivazione di ricchezza, alla degenerazione dei rapporti sociali; spesso, per meglio dire sempre, si insinua melliflua nelle coscienze di chi la vive, minando quelle più deboli e corrodendo dal di dentro le tempre più forti. Così, i numeri, nella loro piatta progressione, non lasciano dubbi: le richieste quadruplicate per i farmaci antidepressivi, che dalle 8 dosi giornaliere per 1000 abitanti del 2000 passano alle 40 del 2011, o i 496 casi di suicidio solo in Lombardia nell'ultimo anno la dicono lunga.

E' l'agenzia formativa Polo Psicodinamiche di Prato a dare l'allarme: e se suicidi e  consumo ingente di antidepressivi  non sono altro, in realtà, che sintomi "superficiali", la vera "crisi" è l'oscurità che s'annida dentro e che investe la famiglia italiana con il potere distruttivo di uno tsunami. Proprio la famiglia, infatti, secondo gli studi dell'agenzia, è l'ultimo baluardo e quello dove più forte si scarica la tremenda energia negativa della crisi. Depressione esistenziale e depressione econmica, dunque, finiscono per avere un'unica, terribile faccia nell'ambito non più rassicurante della famiglia.

Su questi e altri aspetti non meno allarmanti ha posto l'accento la tavola rotonda "Dove morivano i dannati – La condizione degli asili per il disagio mentale prima e dopo la Legge Basaglia", organizzata dal Polo Psicodinamiche in collaborazione con la Scuola di Psicoterapia "Erich Fromm" e al suo direttore Ezio Benelli. Al convegno hanno partecipato  convegno lo psicologo e psicoterapeuta Vittorio Biotti, lo psichiatra Carlo Catagni e il magistrato David Monti.
Un convegno che ha messo a confronto sia la condizione di chi soffre di disagio mentale che il trattamento riservato al malato e le politiche di supporto e assistenza alle famiglie. Famiglie che,  visti i tagli previsti dall'ultima finanziaria, si ritrovano   del tutto sole a gestire anche l'emergenza.

Il convegno è stato anche l'occasione per ufficializzare la nascita del primo sportello di ascolto in Toscana, anonimo e gratuito, contro il fenomeno del suicidio  "da lavoro":  vale a dire, legato ad assenza di occupazione, perdita del lavoro o fallimento della propria impresa.
"Altro aspetto da non sottovalutare -sottolinea il dott. Ezio Benelli – è il fatto che ben sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari rischiano la chiusura entro il prossimo anno e questo comporterà l'affidamento dei degenti alle Asl competenti sul territorio. Queste, poi, potranno a loro volta assegnare il servizio al privato sociale e imprenditoriale, con la conseguente nascita di tanti piccoli manicomi sul territorio, strutture molto distanti dall'idea dei Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali previsti dalla recente legge 9/2012 e destinati a 'svuotare' gli attuali Opg". 

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