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Quando la solidarietà natalizia passa dalla tavola Cronaca

Sono tanti i pranzi di Natale per i più bisognosi organizzati anche quest’anno a Firenze. Il più importante proprio il giorno di Natale con quasi 500 persone, un vero e proprio record per questo tradizionale appuntamento che la Comunità di Sant’Egidio organizza da ben 20 anni. Un anniversario sfuggito a loro, ma ricordatogli da Stamp Toscana. Pranzo a cui ha sempre partecipato l’Arcivescovo di Firenze. Prima Piovanelli, poi Antonelli e ora Betori. “Voi siete la mia famiglia natalizia – ha detto l’Arcivescovo salutando tutti prima di pranzare – e più siamo e meglio è”. Tutti sono stati poi personalmente salutati da Betori passato di tavolo in tavolo. “Eminenza anche quest’anno ci rifacciamo la foto? L’hanno scorso mi ha portato fortuna”, ha detto uno straniero. E Betori non si sottrae, posando, alla fine, per oltre 100 foto.

Tanti i bambini con i loro genitori: “Eminenza le presento Luce e Pace”, ha detto una mamma di un paese africano presentandogli le figlie. Preparato in collaborazione con l'Arcidiocesi e offerto dall'Ucid, l’Unione Cattolici Imprenditori e Dirigenti, nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio, tanti volontari di Sant’Egidio, oltre 80, hanno servito il pranzo, preparato dalla Guido Guidi Ricevimenti. 500 persone tra immigrati di varia nazionalità, anziani, famiglie disagiate, persone senza fissa dimora, assistite tutte l’anno dalla Comunità di Sant’Egidio e qui invitate personalmente una ad una. Al tavolo con il Cardinale, oltre a Michele Brancale, portavoce della Comunità e al cappellano don Vittorio, uomini e donne ucraini, rom rumeni, peruviani. Accolti e coccolati dai volontari in tutto, compreso poi il regalo finale personalizzato, portato da Babbo Natale e da suo figlio Natalino. Ricco il menù: crostini, affettati vari, pecorino di Pienza, lasagnetta vegetariana, stracotto, spinaci, purè, lenticchie, pandoro, panettone – il Sindaco Renzi ne ha mandato uno da 10 kg, valore 500 euro –  con tanto di crema calda versata e preparata seduta stante, frutta, caffè, spumante, vino e bevande varie.

La Comunità di Sant'Egidio imbandirà una tavola anche il 28 dicembre nel carcere di Sollicciano. Pranzo, quello di ieri, preceduto da cene nelle stazioni e nelle emergenze freddo che saranno fatte anche nelle giornate successive. “E’ un impegno che caratterizza la Comunità – ha detto don Vittorio – cresce la domanda, ma grazie a Dio, e lo dico con convinzione, cresce anche l’offerta di coloro che voglio ricostruire il tessuto sociale”. Brancale invece non manca di sottolineare come “molti dicono che per superare questa stagione di crisi, bisogna farcela da soli, noi invece crediamo che ce la faremo soltanto insieme. Il pranzo di Natale esprime questa grande possibilità. E’ possibile costruire un destino comune, perché senza un destino non si può vivere. Come ha detto il Papa anche ieri notte, rifiutare gli immigranti è rifiutare Dio”. A dare mano alle altre tante iniziative culinarie natalizie di Sant’Egidio tante banche, ditte, negozianti.

Un altro appuntamento importante venerdì scorso, con ben 150 persone messe a tavola al Torrino di Santa Rosa. Potevano essere di più, come in passato, ma la demolizione di alcuni locali ha ristretto obbligatoriamente il numero e gli spazi. Invitati d’onore della Rondinella del Torrino insieme al Comitato festeggiamenti San Frediano, in collaborazione con l’assessorato al welfare, gli ospiti delle strutture di accoglienza di Comune e Caritas. “Ancora una volta ringrazio i promotori dell’iniziativa per questo gesto di solidarietà – ha commentato l’Assessore al welfare Stefania Saccardi presente al pranzo –. Si tratta di un appuntamento che si ripete, a dimostrazione della generosità e dello spirito di aiuto della Rondinella del Torrino e del Comitato festeggiamenti San Frediano nei confronti di coloro che stanno attraversando un momento difficile. È davvero una delle testimonianza più belle di come Firenze, anche in una fase di crisi e difficoltà, abbia nelle proprie corde l’attenzione per le persone più fragili”. Il senso dell’iniziativa, che si ripete anche a Pasqua, nelle parole del Presidente della Rondinella Torrino, Roberto Ciulli: “La solidarietà rappresenta una delle priorità della nostra attività. Con questo pranzo cerchiamo di offrire un momento di serenità anche stanno attraversando un momento non felice”.  Pranzo realizzato grazie a Conad, Mercafir, Mukkilatte e Gruppo Alimentare in Toscana. Ricco e gustoso il menù, crostini, affettati, due primi, un secondo, due contorni, panettone, frutta, vino.

Quest’anno poi c’è stata una new entry nel panorama fiorentino: la notte di natale la Fondazione Andrea Bocelli ha scelto di festeggiare il Natale con una cena per i bisognosi nella Casa della solidarietà gestita dalla Caritas . “E' un momento importante per noi – afferma Laura Biancalani, Presidente della Fondazione – per avvicinarci e conoscere personalmente le storie di coloro che vivono in stati di povertà economica e sociale nel capoluogo; per capire i bisogni ed il supporto reali e misurare su questi i nostri futuri interventi”. Alla cena  collegamento con il Maestro Bocelli, fondatore della Fondazione. “Aiutare anche con questi piccoli gesti non è solo un dovere morale ma è un atto di intelligenza e generosità che facciamo anche a noi stessi – afferma Bocelli – La vita è come un banchetto che è tanto più lieto se vi siedi con gli amici per condividere, gustare e gioire; ma se uno di quegli amici sta male e non riesce a mangiare la gioia del banchetto svanisce perché svanisce la condivisione”. A dare man forte alla Fondazione Barilla, Togni, Lindt, Sammontana, Corneliani e tanti amici per dare un segno non solo per la Cena della Vigilia presso la Casa della Solidarietà, ma anche alle associazioni che ruotano attorno al Tavolo di Inclusione Sociale, quali la Ronda della Carità o Associazione Arcobaleno e che si occupano di servire ogni sera alla stazione piuttosto che per le strade i pasti ai più bisognosi.

Oggi Santo Stefano si replica nelle varie mense della Caritas sparse sul territorio fiorentino.
 

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