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Quanto costa fare business in Italia? STAMP - Lavoro Nuovo

L’Italia ha fatto un piccolo passo avanti rispetto allo scorso anno, salendo dalla 75sima alla 73sima posizione, rimanendo, però, evidentemente lontana dai vertici della tabella, occupati in primis da Singapore, seguita da Hong Kong, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Chi fa impresa in Italia, si legge nel rapporto, “deve confrontarsi con procedure lunghe, inefficienti e costose. La notizia positiva è che il contesto normativo sta migliorando”. Ci sono però contesti chiave nei quali il nostro Paese mostra un ritardo enorme: essere oltre il 100esimo posto nella facilità di ottenere permessi di costruzione e allacciamenti elettrici sembra un ritardo dovuto principalmente ai problemi burocratici, anche se preoccupa di più il 97esimo posto nella classifica dell’ottenere credito ed incentivi di copertura pubblici.

Il rapporto, poi, ha anche analizzato e confrontato la situazione di 13 città italiane. Parzialmente promosse, anche se lontane da livelli di eccellenza, Bologna (per la facilità di ottenere i permessi edilizi), così come Padova e Catanzaro (entrambe per la facilità di avviare un’attività), Torino (risoluzione delle dispute commerciali) e Genova (efficienza attività portuale). Male Roma, Bari, Campobasso, Potenza e Palermo.

Come nota il Corriere, il rapporto con i competitor europei è in alcuni casi imbarazzante: Torino sarà pure prime per i tempi di soluzione delle dispute commerciali, ma i suoi 855 giorni sono il doppio della media francese. E i costi di avvio di un’impresa di Milano sono tre volte quelli della media europea.

Rassegna stampa 15 novembre

 

 

 

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