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Quarta valigia nel campo degli orrori, da un’impronta un nome Breaking news, Cronaca

Firenze – Sarebbe dall’impronta di un dito, appartenente al cadavere i cui resti sono stati rinvenuti nelle valigie ritrovate nel campo fra Scandicci e Sollicciano, costeggiato dalla superstrada Fi-Pi-Li, che gli inquirenti potrebbero essere giunti a un nome. Insieme ai resti dell’uomo adulto ucciso con delle coltellate alla gola, c’erano anche dei resti di donna, che forse potrebbe essere la moglie di Shpetim Pasho, lo scomparso cui corrisponderebbero, secondo la Sezione del Ris di Roma dei Carabinieri, tutti i punti rilevabili sull’impronta del dito di una mano rispetto alle impronte dattiloscopiche dell’uomo.

Le indagini sono continuate anche stamattina, consegnando agli inquirenti una quarta valigia, di cui è in corso l’esame del contenuto. La nuova valigia è stata ritrovata menetre si procedeva a una circostanziata ripulitura del campo. Tra gli altri elementi, le indagini dei carabinieri hanno permesso di verificare che dal 2016, dopo un’evasione, è in stato di irreperibilità il figlio di Shpetim Pasho e della moglie, che si trovava in carcere per reati di droga. finito ai domiciliari, a fine di ottobre del 2016, trovò il modo di evadere dagli stessi una quindicina di giorni dopo. A suo carico rimangono da scontare quattro anni di detenzione,  per reati legati al mondo degli stupefacenti.

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