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Livorno, picchiava i genitori per procurarsi la droga Notizie dalla toscana

I carabinieri della stazione di Ardenza di Livorno hanno arrestato ieri, 9 novembre, un trentaquattrenne che, per problemi di droga, da mesi minacciava i genitori. Padre e madre subivano in silenzio le urla e le violenze del figlio, attendendo che si calmasse dopo le crisi dovute alla mancanza degli stupefacenti. Ieri, però, il ragazzo ha picchiato i genitori perché la madre gli aveva nascosto un grammo di hashish e per lui si sono aperte le porte del carcere. A Siena, invece, in manette è finito un operaio trentenne accusato di essere stato il responsabile di 12 roghi dolosi avvenuti in Valdorcia e nel Senese dall’inizio dell’estate scorsa. Nel 2006 l’uomo aveva incendiato alcuni cassonetti ed alcune macchine a Chianciano Terme (Arezzo), collezionando un anno di reclusione. I danni che i roghi appiccati dal presunto piromane senese avrebbero provocato ammonterebbero a circa 700.000 euro. I carabinieri di Pistoia, infine, hanno denunciato 6 persone per una televendita ingannevole. I titolari di due ditte della provincia di Alessandria avrebbero promesso l'acquisto di un telefono iPhone per poi recapitare all'ignaro cliente un pacco contenente una decina di anelli scadentissimi. Gli inquirenti non hanno ritenuto responsabile della truffa l'emittente televisiva privata sulla quale veniva pubblicizzata la vendita degli iPhone, né il corriere che effettuava le consegne. Da segnalare, infine, una rapina nella filiale di via Traversa Pistoiese del Credito Cooperativo di Prato. Due uomini hanno fato irruzione con il volto coperto nella banca, quindi hanno minacciato gli impiegati. Per entrare nell’istituto di credito i due malviventi hanno forzato con un piede di porco la porta antipanico. Appena sentito che i rapinatori stavano minacciando, con le stesse armi utilizzate per forzare la porta antipanico, i loro colleghi, alcuni impiegati si sono barricati all’interno di una stanza ed hanno avvisato la polizia. Giunti sul luogo, però, gli agenti pratesi non hanno potuto che constatare che i rapinatori erano fuggiti portando con sé i 9.000 euro del bottino.

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