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Quel giorno della prima mondiale di “Pollicino” Opinion leader

Si è concluso il 2 agosto il 39° Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano. In questo contributo per Stamp,  Peter Nagel, artista tedesco, uno dei fondatori del gruppo ZEBRA (foto) , che collaborò con il compositore Hans Werner Henze per la realizzazione dell’opera “Pollicino” allestita nel 1980, ricorda cosa accadde il 2 agosto di quell’anno, giorno della prima mondiale di un’opera che oggi viene rappresentata in tutto il mondo, a poche ore dall’attentato terroristico alla stazione di Bologna.

Flintbek (Kiel) –  Nell’inverno del 1980 ricevetti dal compositore tedesco Hans Werner Henze il compito  molto gratificante di partecipare come scenografo alla prima messa in scena  della sua opera per bambini “Pollicino”. Nel piccolo Teatro Poliziano di Montepulciano doveva avere luogo la prima assoluta mondiale come evento principale del Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano,  il 2 agosto 1980. Con grande entusiasmo Henze aveva dato vita a questo festival nel 1976 con l’obiettivo di dare un impulso, anche ”in provincia”,  alla naturale musicalità dei bambini italiani. Questo stimolante progetto culturale doveva mettere alla prova la forza che esprime un’intera comunità.  I protagonisti erano giovani artisti internazionali che direttamente insieme con i bambini e alcuni adulti, elaborarono l’opera Pollicino, un pezzo che Henze aveva scritto espressamente per i ragazzi di Montepulciano.

I miei contatti con Henze erano avvenuti tramite l’Accademia tedesca di Villa Massimo, a Roma, dove varie volte sono stato ospite come borsista per la pittura. La sua richiesta alla direttrice: “mandami un artista versatile che si diverta all’idea di lavorare con i bambini, che abbia una certa esperienza di scenografia e che parli in qualche modo un po’ di italiano”.

I lavori preparatori durarono sei settimane. Gli artigiani locali mi aiutarono a costruire l’architettura delle scene che avevo progettato, i bambini realizzarono con filo di ferro, gesso e penne (un grande telone) l’arredamento,  le maschere degli animali e tutte le cose previste dal libretto, come ad esempio un telefono gigantesco dell’orco terribile.  Alla fine dipinsi, sempre insieme ai bambini, un grande sipario colorato sul quale si sarebbero viste le scene principali del Pollicino. Ogni giorno gli attori erano  coccolati in  modo sopraffino dalle madri del luogo con la cucina toscana. Per me era affascinante come il direttore d’orchestra Jan Latham Koenig studiava con i bambini la musica di Henze che non era facile da cantare. I piccoli imparavano molto ascoltando attraverso una costante ripetizione, anche perché non era stati istruiti a cantare leggendo le note direttamente sulle partiture. Anche l’orchestra, il “Concentus Politianus”,  per la maggior parte del tempo studiava insieme con quei musicisti dilettanti. Lo scambio continuo di idee fra direttore, regista e scenografo proseguiva la sera, tutti in gruppo, sulla piazza grande accanto a un bicchiere di vino Nobile fino a notte inoltrata.

Il 2 agosto era tutto pronto. Il piccolo teatro era strapieno in ogni ordine di posti, compreso anche quelli di servizio. I genitori e la gran parte dei parenti dei bambini volevano essere presenti a questo evento speciale. Circolava una certa inquietudine carica di tensione. A un certo punto uno speaker ufficiale, forse il direttore del teatro, si presentò davanti al sipario colorato e richiese l’attenzione del pubblico,  perché doveva fare un annuncio importante all’incirca di questo tenore: devo purtroppo interrompere la felice atmosfera nella quale attendiamo la rappresentazione di Pollicino con una triste notizia. Alla Stazione di Bologna qualche ora fa è accaduto un fatto tremendo, oggi pomeriggio una bomba è esplosa con grande potenza e ha ucciso 85 persone. Non  si è chiaramente trattato di un incidente, ma di un attentato terroristico. Per questo motivo oggi sono state sospese molte iniziative in tutta Italia. Nonostante il nostro profondo dolore, abbiamo deciso  di rappresentare la première di Pollicino. Molta gente ha lavorato con il massimo impegno nei mesi scorsi per questa serata.  Noi non vogliamo che questo gioioso evento sia distrutto dalla mano di un terrorista. Ora il sipario verrà aperto,  “the show must go on”.

La prima mondiale di Pollicino fu accolta quella sera con entusiasmo e con un applauso che non finiva mai. Oggi viene rappresentata in molti grandi teatri del mondo. Tutt’altro che perfetta comunque  fu la messa in scena di Montepulciano. Una semplice architettura scenografica, costumi cuciti da soli, anche un paio di stecche da parte dell’orchestra,  in generale molta improvvisazione. Ma proprio questo si era augurato Hans Werner Henze:  il fascino dell’imperfetto,  il suono naturale della voce dei bambini e la gioia della musica moderna conquistata in questo modo.

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