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“Quidam” di Cirque du Soleil, la magia irrompe in scena Spettacoli

Firenze – Nelson Mandela Forum gremito in ogni ordine di posti e applausi da spellarsi le mani. Così Firenze ha accolto ieri il debutto di “Quidam” il grande spettacolo portato in scena dal Cirque du Soleil. La compagnia canadese, a quattro anni di distanza dalla sua “prima” nel capoluogo toscano, è tornata ad incantare il pubblico con i suoi straordinari show. Una macchina da sogno perfetta, dove niente è lasciato al caso. Quando le luci si spengono, “Quidam” prende per mano gli spettatori guidandoli in un mondo fiabesco fatto di suoni e colori che avvolgono e accarezzano. A fare da filo conduttore è la “piccola” Zoè, al secolo Alessandra Gonzalez, ventiseienne italo-messicana, romanissima di nascita e crescita, unica italiana nel cast stellare di “Quidam”.

Zoè non è nient’altro che il bambino che si trova in ognuno di noi che viene trasportato da “Quidam” in un mondo fatato dove poter rimanere a bocca aperta senza vergognarsi della meraviglia. Così, per due intense ore, i numeri si susseguono sul grande palco circolare facendo trattenere il fiato per esplodere poi in fragorosi applausi. Zoè, la piccola con la bombetta azzurra in testa, è il pretesto per addentrarsi in numeri di alto equilibrismo e acrobazie aeree capaci di sfidare le leggi della gravità. Contorsionismi, funi, cerchi, fasce aeree, salti mozzafiato. In quarantacinque, fra acrobati, artisti e musicisti, danno vita a una spettacolo come sempre memorabile. Del resto il marchio Cirque du Soleil è da anni una garanzia di altissima qualità. Stratosferico il livello degli artisti, ma a dare il tocco unico e inimitabile è la qualità delle coreografie. Ricchissime.

“Quidam” ha quasi trent’anni ma non li dimostra affatto. Dal debutto del 1996 a Montreal, lo spettacolo ha toccato cinque continenti, centinaia e centinaia di città ed emozionato milioni di spettatori.

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Ma ciò che si vede sul palco è solo la punta di diamante di un grande gioiello di organizzazione e creatività. Appena dietro le quinte, ai pochi fortunati ammessi nel cuore pulsante dello show, si svela quella grande macchina da spettacolo che è il Cirque du Soleil. Una piccola città tecnologica e artigianale insieme, fatta di centinaia di persone che lavorano incessamente alla riuscita dello show: tecnici, operai, sarte. Nel sottosuolo del palasport sono allestiti vari laboratori, sartoria, calzoleria, lavanderia. C’è da prendersi cura di centinaia di costumi, scarpe, cappelli, parrucche. I costumi, magnifici per fattura, vengono lavati e stirati alla fine di ogni spettacolo. E così le scarpe. Vengono pulite e ridipinte ogni volta perché tutto appaia sempre lindo e scintillante.

Subito dietro il palco invece è allestita una grande palestra dove gli acrobati provano per ore e ore i loro numeri mantenendo sempre la padronanza assoluta di ogni più piccolo movimento.

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Incredibile pensare al fatto che questa multinazionale dell’intrattenimento è nata dalla mente di un giovanissimo mangiatore di fuoco accompagnato da una ventina di artisti di strada. Fondato nel 1984. il Cirque du Soleil è oggi una società che impiega oltre 4.000 persone, di cui 1200 artisti di una cinquantina di nazionalità diverse. I suoi spettacoli sono stati visti finora da 100 milioni di spettatori nel mondo. Le sue produzioni girano il globo in contemporanea mentre alcuni spettacoli fanno quartier generale fisso in alcune città come Las Vegas, New York, Macao.

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Quidam” è arrivato a Firenze con una ventina di Tir, di cui uno solo per i costumi. Così, tanto per dare l’idea dell’imponenza della macchina organizzativa.

Al Nelson Mandela Forum lo spettacolo resterà fino a domenica 9 novembre. Gli appuntamenti sono per stasera alle 20, domani e sabato due spettacoli alle 16,30 e alle 20 e domenica doppio show alle 13 e alle 17.

Stasera, in concomitanza con la partita della Fiorentina allo stadio Franchi è stata prevista per i possessori del biglietto per lo spettacolo una navetta gratuita dal parcheggio di piazza Alberti a viale Manfredo Fanti. Stessa cosa per lo spettacolo delle 17 di domenica.

 

 

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