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Raccolta firme per il referendum “Salviamo Firenze”, centinaia di cittadini al gazebo Breaking news, Cronaca

Firenze – Oltre cento firme in meno di un’ora, stamattina all’apertura, 400 alle 14, 540 a chiusura. Risultato oltre le aspettative, per la proposta di referendum organizzata da Firenze Città Aperta che vede il sostegno di una realtà multiforme fatta da associazioni, partiti politici, gruppi e movimenti, sindacalismo di base. Il gazebo è stato aperto stamattina in piazza dei Ciompi e la partecipazione si è subito fatta sentire, con i cittadini in fila per firmare.

Il tema d’altro canto non è nuovo e da decenni ormai sta infiltrandosi nel tessuto sociale cittadino, con ricadute importanti nella vita quotidiana dei residenti. Si tratta, in buona sostanza, come spiega Massimo Torelli di Firenze Città Aperta, presentando la proposta di referendum, “di chiedere ai cittadini se i ricchi del mondo comprano una città e questa diventa l’albergo di lusso per una comunità mondiale di milionari, noi che viviamo in questa città, quanto potremo restarci a vivere, visto il costo dell’aumento della vita, dalle case in compravendita agli affitti? Uno dei simboli di questa situazione è accaduta quando, per la prima volta a Firenze, è stato presentato un quartiere, la Manifattura Tabacchi, dicendo “ecco il primo quartiere vip”, a poche centinaia di metri da Novoli dove ci sono seimila titolari di reddito di cittadinanza, in cui ci sono situazioni di forti disagio (peraltro non solo a Novoli), il che significa uno scontro fra mondi, un messaggio chiaro. Questo è il primo punto. La seconda domanda è: chi potrà venire, a vivere, studiare e lavorare a Firenze?  Queste riflessioni hanno trovato un grande ascolto, tant’è vero che da stamattina alle 10 è cominciato l’afflusso dei cittadini a firmare, con la volontà di metterci la faccia, oltre al semplice sostegno”.

Massimo Torelli, Firenze Città Aperta

L’obiettivo dunque è di aprire un confronto sulla città: “C’è da discutere la città – continua Torelli – questa città dove sta andando? Ora siamo in piazza dei Ciompi, a qualche centinania di metri da Palazzo Vivarelli Colonna, ex sede dell’assessorato alla cultura, venduto per fare appartamenti di lusso da due mlioni di euro l’uno e, a 50 metri, dalle Poste di via Pietrapiana, dove nascerà uno studentato di lusso. L’effetto domino che produce una gestione di questo tipo del patrimonio immobiliare cittadino fa sì che via via, tutto intorno, aumentano i costi e si seleziona ed escludono pezzi della città. Tirando le fila, i grandi fondi finanziari e i grandi investitori internazionali hanno visto nella nostra città un asset su cui speculare, che ha come conseguenza la progressiva espulsione dalla residenza di lavoratrici, lavoratori, studenti, semplici cittadini che non riescono ad affrontare la crescita esponenziale dei costi delle case e degli affitti. Un fenomeno che, tra l’altro, non riguarda più solamente il centro storico. E’ una situazione che non va tamponata – sottolinea Torelli – ma va bloccata. A fronte delle richieste e delle pressioni crescenti da parte degli investitori che si stanno progressivamente comprando la nostra città, la risposta dell’amministrazione dovrebbe essere “no, grazie”. Così, ad oggi, non è, e per questo crediamo sia importante dare la parola ai cittadini”. Insomma una città da ridiscutere e una discussione che dev’essere trasversale, dal momento che riguarda un interesse collettivo.

I due quesiti referendari riguardano due norme che incidono con forza sulla fisionomia cittadina, quella che favorisce gli studentati di lusso, permettendogli di svolgere anche attività alberghiera per un periodo extra, che si aggiunge alla quota del 49% di attività alberghiera resa possibile dalla normativa nazionale, e la norma che consente agli immobili prima adibiti a servizi pubblici di passare senza pianificazione urbanistica alla destinazione direzionale, in cui rientrano anche gli studentati.

“Il Comune ha deciso di intraprendere una strada in cui la città viene plsamata dagli interessi speculativi finanziari, nonostante con il nuvo piano operativo si siano messe in campo alcune misure, che riteniamo estremamente insufficienti – sottolinea Tommaso Fattori, fra i promotori –  Il referendum che lanciamo deve dare la possibilità alla città di pronunciarsi”. Del resto, è di ieri il dato dell’ufficio studi di Idealista che rivela che la contrazione dell’offerta di affitti a Firenze è calata in un anno del 66%. Un campanello d’allarme che giustifica la sempre più frequete lamentela da parte del cittadino “medio”, di non riuscire a trovare case. Una situazione connessa a quanto illustrato dai promotori del refeendum, come spiega Fattori: “Si è scelto che Firenze possa essere terreno di profitti illimitati per i grandi gruppi, spesso grandi gruppi internazionali e non c’è attenzione alla residenza. Non voglio dire alle case popolari, ma neppure al mantenimento della normale residenza non solo nelle aree centrali, ma anche nelle aree limitrofe. Non c’è nessuna politica oggi a favore della residenza”.

Un tema, quello dell’uso della città, che è, secondo quanto spiega Don Andrea Bigalli di Libera, è legato al concetto di bene comune, “che è al servizio di tutti, in particolare per coloro che sono svantaggiati. In sottotraccia, si può leggere anche il crescente disprezzo per le persone povere, che è anche una questione culturale, e, da referente regionale di Libera, aggiungo che, fra i ricchi cui vendiamo, c’è il rischio che ci siano anche i poteri mafiosi. Non si mette in dubbio la buona fede di nessuno, il tema è molto scottante, ma se il criterio di fondo è che chi porta soldi poi riesce ad acquisire, è molto facile servirsi di prestanomi; il rischio grande è quello di avere una situazione difficilmente controllabile. Ad esempio, se a comprare è un fondo di investimento è molto difficile capire davvero chi acquisisce”.

La difficoltà di trovare alloggio, in particolare per quanto riguarda gli studenti, è confermata dall’Imam di Firenze Izzedin Ellzir: “Come comunità isalmica lo constatiamo con gli studenti che vengono dall’estero, dal momento che arrivano da noi ogni giorno decine di studenti a cercare un posto letto, che non trovano neppure a 300 euro al mese. Trecento euro a posto letto, non a stanza. Questo per gli studenti che provengono da fuori Italia, ma allo stesso modo la difficoltà si presenta per i cittadini di Firenze. Pr quanto riguarda i ricchi, forse abbiamo bisogno anche di ricchi spiritualmente, non solo in denari, cosa che si trova in tutto il mondo. E’ vero che viviamo nel libero mercato, ma serve un punto di equilibrio: come è stata fatta un’ordinanza per evitare la chiusura dei cinematografi come parte della cultura cittadina, credo serva un’ordinanza per limitare la trasformazione di Firenze in un’albergo. Non siamo ovviamente contro gli alberghi, ma deve esserci equilibrio; e questo spetta a chi governa la città”.

“Il problema è reale, le singole questioni non sono di destra o sinistra, questi quesiti raccolgono un’esigenza vera della cittadinanza a prescindere dal voto politico espresso o non espresso perché delusi dalla politica – dice il consigliere comunale Dmitrij Palagi, Spc – Lo strumento referendario, per quanto limitato dal regolamento del Comune di Firenze, è un’opportunità per una partecipazione diretta. Noi sosteniamo il merito di questi quesiti. Ciò che denunciamo da tempo è che l’obiettivo del sindaco e della giunta di investire sulla residenza temporanea è incompatibile con la scelta di investire sulla residenza della cittadinanza. Noi non abbiamo niente con chi viene da fuori, ma è evidente che se una persoan giunge a Firenze per soli sei mesi, ha bisogno di servizi diversi da chi vuole costruire una famiglia. Il tema degli studentati, come la trasformazione dei servizi pubblici, è un unto cirtico che denunciamo da inizio consiliatura. Il tema “zero alberghi” è ormai obsoleto; il tema odierno è : “Zero servizi per il temporaneo, a favore dei servizi per la cittadinanza”. “.

“I questiti referendari ci trovano assolutamente d’accordo, li abbiamo concordati in una fase preliminare – dice Roberto De Blasi, M5s, che ricorda che nel pomeriggio sarà presente anche il parlamentare toscano 5S Andrea Quartini – la gestione del territorio deve tornare nella volontà dei cittadini, ed è doveroso che questa amministrazione riconosca l’importanza dell’iniziativa. Ciò che si chiede è un cambio nelle politiche amministrative sul territorio, in quanto è necessario che gli studenti possano tornare a Firenze, e mi riferisco a studenti non solo con una capacità economica importante. Cercare una casa a Firenze è impossibile, i prezzi sono alle stelle, serve, è necessaria una svolta”.

Grazia Galli, Progetto Firenze, che dichiara di essere presente a titolo personale, dice che l’iniziativa è meritoria e positiva, “in quanto ha dei meriti, il primo, quello di tirare fuori da un cassetto poleroso uno strumento di partecipazione sia pur ridotto ulteriormente dal regolamento comunale. Il secondo, perché il tema degli studentati si pone in questa città soprattutto dal punto di vista degli studenti stessi, accolti come se rispondessero davvero ad esigenze degli studenti mentre in realtà si tratta di strutture ricettive; dal punto di vista abitativo, questa iniziativa impatta in modo positivo sollevando una discussione politica e nella città, ma sul mercato il vero impatto lo potrebbe avere solo una mossa coraggiosa dell’amminisrazione che estromettesse finalmente tutte le forme di ricettività dall’ambito residenziale. Da quel che è dato di capire invece, con la nuova misura dell’indifferenza funzionale per le associazioni iscritte nel registro del terzo settore, per le organizzazioni di culto, il rischio concreto è che sugli immobili residenziali possa gravare un utleriore problema, in quanto, se in un condominio finisce un luogo di culto, una palestra, un’associazione di successo, l’impatto dei costi e degli usi del condominio è molto pesante per le famiglie, anche perché la ripartizione dei costi verrà fatta non secondo l’uso, ma secondo millesimi e classificazione d’uso dell’immobile”. Come da codice civile.

Questa prima iniziativa ha avuto lo scopo di raccogliere le prime cento firme per poter presentare al Comune di Firenze i quesiti per richiederne l’ammissibilità, obiettivo ampiamente raggiunto e superato. Nel caso in cui il Referendum fosse considerato ammissibile, ci saranno due mesi di tempo per raccogliere le diecimila firme necessarie. “Un obiettivo decisamente raggiungibile, una dimostrazione di amore per la nostra città”, chiosano i promotori.

Fra gi altri, presenti anche Don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge, Stefano Cecchi Usb, Giuseppe  Cazzato Cobas, Francesca Conti di Unione Popolare, Sandro Targetti Rete Antisfratto Fiorentina, oltre al Movimento di Lotta per la Casa. Lo storico dell’arte Tomaso Montanari, impossibilitato a esserci, ha fatto giungere un suo messaggio in video per il sostegno all’iniziativa.

 

 

 

 

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