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Radiazioni ionizzanti: monitoraggio Toscana, dosi in linea con l’Europa STAMP - Salute

Firenze – La dose di radiazioni ionizzanti da esposizioni mediche per i cittadini toscani  è in crescita rispetto alla precedente rilevazione (1,7 millisievert di dose efficace pro-capite, rispetto a 1,5 millisievert del 2006), “ma in linea con i dati di altre regioni e con quelli europei”.

Questo risultato – afferma un comunicato della Sanità toscana –  “si spiega con un incremento dell’utilizzo della tomografia computerizzata che, in virtù di un imponente e rapido sviluppo tecnologico, rende oggi possibile eseguire in pochi secondi esami con un elevato contenuto diagnostico, spesso indispensabile a definire il corretto percorso terapeutico dei pazienti”.

I dati risultano dallo studio “Valutazione della dose da esposizioni mediche alla popolazione della regione Toscana” e sono stati presentati nel corso del convegno “Radiazioni ionizzanti a scopo medico”. Le rilevazioni previste dal decreto legislativo 187/2000, devono essere realizzate e comunicate dalle Regioni con cadenza quinquennale. la Toscana ha promosso una prima valutazione relativa al 2006; questa seconda, che viene presentata oggi, è relativa al 2011; la prossima dovrà essere effettuata sui dati del 2016, al momento non ancora completi.

La principale fonte di esposizione artificiale a radiazioni ionizzanti a cui è soggetta la popolazione dei Paesi sviluppati è costituita dalle esposizioni di tipo medico. La valutazione della dose da radiazioni ionizzanti dovuta alle esposizioni mediche è un modo indiretto per considerare non solo l’appropriatezza delle indagini radiologiche, ma anche l’ottimizzazione dell’esecuzione degli esami e l’obsolescenza del parco apparecchiature.

Lo studio ha valutato la quantità di radiazioni dovute ai 150 esami (su 230) responsabili del 98% dell’esposizione totale. Gli esami presi in considerazione riguardano la radiodiagnostica (tomografia computerizzata, radiologia tradizionale, radiologia interventistica e mammografia) e la medicina nucleare diagnostica.

In conclusione – spiega ancora la nota della Regione – “appare chiaro come, senza voler mettere in discussione le procedure diagnostiche in cui vengono impiegate radiazioni ionizzanti, l’utilizzo delle quali ha prodotto e produce nella comunità un beneficio di gran lunga superiore al rischio ad esse connesso, una valutazione periodica della dose alla popolazione appare sicuramente utile, se non necessaria, all’implementazione di politiche rivolte ad una sempre migliore giustificazione ed ottimizzazione delle procedure al fine di tutelare sempre meglio i cittadini della nostra regione”.

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