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Raffineria Eni Livorno, lavoratori in piazza Cronaca

Livorno – Erano oltre 300, ieri, i lavoratori che si sono riversati in piazza per un presidio sotto la prefettura di Livorno. In mano, cartelli su cui stata scritto “Eni, io non sono in vendita”, mentre dietro il portone della prefettura si stava svolgendo un vertice con le istituzioni locali e i rappresentanti sindacali e aziendali.

E ciò che minacciano i lavoratori, è l’inizio di una vertenza unitaria, se la decisione dell’Eni di dismettere la raffinazione in Italia dovesse avverarsi. Ciò che i lavoratori chiedono all’azienda, è che faccia “un passo indietro e investa”.

Intanto proprio ieri è partita la richiesta di un incontro urgente (al massimo entro ottobre) dall’assessore regionale Simoncini al vice ministro per lo sviluppo economico Claudio De Vincenti. “Chiederemo al governo garanzie precise su tre obiettivi- spiega l’assessore Simoncini– la riconferma del sito produttivo sul territorio, la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, un ruolo di Eni che deve restare come garante del rispetto dei primi due punti. Si tratta di obiettivi condivisi sia dalle istituzioni che dai lavoratori, consapevoli che lo stabilimento livornese nel quadro delle raffinerie italiane ha una sua specificità che gli consente di stare sul mercato grazie alla produzione di lubrificanti”.  

E l’incontro si terrà il 23 ottobre a Roma. Ad annunciarlo, oggi, proprio Simoncini: “Questa mattina ho parlato nuovamente con il vice ministro Claudio De Vincenti e abbiamo concordato l’incontro che ieri mi era stato sollecitato dalle organizzazioni sindacali. In quell’occasione la Regione ribadirà le posizioni espresse ieri ovvero: riconferma del sito produttivo sul territorio, garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali, ruolo di Eni che deve restare come garante del rispetto dei primi due punti”. A Roma andranno sia Simoncini che il presidente della Regione, Enrico Rossi.

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