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Ernesto Ragionieri, storico “glocal” Cultura

Nella cornice della Sala Meucci si è svolto l’incontro su una delle più importanti personalità del territorio, Ernesto Ragionieri, storico di impostazione marxista e Docente di Storia del Risorgimento presso l’Università di Firenze, prematuramente scomparso nel 1975. "Ernesto Ragionieri vale la pena essere ricordato perché  ha applicato davvero un metodo che a me è rimasto caro, una divisione manichea tra una vita vissuta nella faciloneria e una vissuta nella serietà" L’allievo, il professor Gianni Conti , emozionato, ricorda il maestro non solo come storico, ma anche come uomo legato indissolubilmente a Sesto Fiorentino.  La riflessione viene mossa attraverso un duplice binario: da una parte gli aneddoti e i ricordi di vita privata, “ le lezioni indelebili di umanità e cultura, ma anche la passione per il calcio”, dall’altra la rilettura delle sue opere storiografiche più importanti: dalla tesi di laurea discussa con Carlo Morandi sulla Weltgeschichte edita nel 1951, a “Un comune socialista. Sesto Fiorentino” di due anni dopo, fino alla poderosa Storia d’Italia Einaudi del 1976, senza dimenticare gli studi sulla Socialdemocrazia tedesca. Per Gianni Conti l’elemento pulsante e l’unicità di Ragionieri “sta nel collegamento continuo ed ininterrotto tra storia e storiografia e nello straordinario meccanismo della serietà da cui prende le mosse quel  tra storia e storiografia e nello straordinario meccanismo della serietà da cui prende le mosse quel sorprendente metodo di ricerca che sarà ricordato sia da Eugenio Garin sia da Enzo Collotti” e che è stato capace di trasmettere agli studenti come solo un docente del suo livello sapeva fare. Ernesto Ragionieri era attivo anche nella vita politica del Paese come membro del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, a partire dal 1963, e come componente del Consiglio Comunale di Firenze dal 1951 al 1970: lo storico fiorentino scrisse in una lettera inviata a Carocci che “ svolgere dell’attività politica non danneggia i miei studi, anzi li aiuta e per di più aiuta il mio carattere a vincere le esitazioni, a rafforzarsi,  a divenire più preciso. […] La mia vocazione è un’altra, ma per attuarla bene credo che l’esperienza politica possa giovarmi piuttosto che nuocermi”.

Il Professor Gianni Conti racconta di come Ernesto Ragionieri si muoveva all’interno dell’Università degli anni ‘70, di come aveva istituito le lezioni seminariali e il seminario per laureandi, ma soprattutto come “ Il Grande Uomo aveva capito, e mi ha insegnato, che non si può chiedere senza dare” anzi “ Ernesto donava ai ragazzi delle possibilità importanti” e di come “ la Storia forniva alle nuove generazioni la capacità critica per cercare di comprende il Mondo nella sua interezza”.  “ Non si può decantare Ragionieri in una sola direzione” continua Conti “ credo che abbia coniugato le figure di storico, politico e uomo con una grande umanità: la scomparsa di una persona autentica e colta come Ernesto ha sconvolto la mia esistenza”. E’ intervenuto all’incontro anche il figlio Rodolfo Ragionieri che ha rivelato un chiodo fisso di suo padre: la Destra Storica “ esempio di coerenza e serietà “, quella stessa serietà che era punto cardine nella vita dell’eminente storico .

Francesco Maccelli


Foto: Gianni Conti

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