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Rapporto Censis, Martelli (Acli): “Crollo della fiducia dei cittadini” Politica

Firenze – “Una crescita anemica, con percentuali da prefisso telefonico: se tutto va bene, il Pil salirà al massimo allo 0,6%. Con questi numeri, la fiducia dei cittadini verso la classe dirigente di questo paese è destinata a crollare ancora”: così Giacomo Martelli, presidente della Acli della Toscana commenta i dati a tinte fosche emerse dal rapporto Censis che delinea un paese sfiduciato e impoverito dalla crisi.

“L’occupazione è l’emergenza, un problema a cui non si riesce a trovare una soluzione adeguata. Ogni giorno ha la sua notizia negativa: dagli 8mila esuberi di Unicredit ai quasi 5mila dell’Ilva, per non parlare del settore della plastica a rischio. Non c’è una strategia lungimirante – continua Martelli – uno sguardo rivolto al futuro che posso incoraggiare uno slancio produttivo”.

La rinnovata sensibilità ecologica sembra essere una speranza per molti. “E’ necessario ripartire della nostra capacità produttiva e questo si potrà fare solo se si metterà mano, finalmente, al piano di rilancio delle  opere pubbliche e ad un progetto che si agganci  al Green New deal dell’Unione Europea per aiutare la riconversione ecologica delle nostre imprese. Invece – conclude il presidente della Acli della Toscana –  siamo bloccati da una politica che si aggroviglia su discussioni autoreferenziali e che invece dovrebbe lavorare per incrementare gli investimenti pubblici e  far ripartire quelli privati. Perdere altro tempo significa rischiare sulla pelle dei lavoratori”

E a proposito del  rapporto sulle povertà in Toscana realizzato dall’Osservatorio sociale della Regione il presidente delle Acli Toscane osserva ch“in Toscana le famiglie in povertà assoluta sono il 3,9% del totale: circa 63 mila famiglie e 117 mila persone, il doppio del 2008, concentrate nelle città, sulla costa e al Nord e al Sud della regione. Le più colpite sono le famiglie giovani, quelle numerose e quelle composte da stranieri”.  E   dopo aver aggiunto  che    la  novità più rilevante del 2019 è stata senz’altro l’introduzione del Reddito di Cittadinanza che ha modificato profondamente l’impostazione delle precedenti politiche di inclusione sociale.

Martelli afferma che “aspetto positivo di questa misura è che ha avvicinato i redditi disponibili per i poveri a quello necessario per uscire dalla soglia di povertà assoluta   quini   ha ridotto l’intensità della povertà.

“Il problema  – sottolinea però il Presidente delle Acli –  è che l’accesso alla misura è confuso e frammentato. Inoltre, si è depotenziato il ruolo di accompagnamento dell’infrastruttura sociale in favore di una semplice erogazione economica. Passa inoltre troppo tempo fra la sottoscrizione del patto con i cittadini e l’erogazione dei soldi. Ma soprattutto, come era stato ampiamente previsto, il Reddito di Cittadinanza non sta funzionando come misura di politica attiva del lavoro sia per la mancanza di offerta che per le difficoltà nell’incrocio tra domanda e offerta”.

“E’ uno strumento con alcuni punti di debolezza – conclude  Giacomo Martelli  – ma adesso dobbiamo lavorare tutti per renderlo più efficiente e speriamo che non venga stravolto, perché non possiamo correre il rischio di ricominciare tutto daccapo”.

Foto: Giacomo Martelli

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