energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Rapporto sull’economia fiorentina: commercio giù, volano turismo e pelletteria Economia

L’analisi settoriale del sistema produttivo, contenuta nel Rapporto sull’economia provinciale della Camera di Commercio di Firenze, mostra in realtà un quadro di luci e ombre ed alcuni segni “premonitori” della fase recessiva attesa per il 2012.
L’andamento settoriale. Le “luci” del rapporto sono rappresentate da Industria e Turismo. Il manifatturiero, infatti, nonostante un rallentamento di tutti gli indicatori nel secondo semestre, chiude comunque con molti “segni +”: il tasso di sviluppo è praticamente raddoppiato rispetto al 2010, passando dal +4,4 al +8,2%;  il fatturato è passato dal +3,7% al +7,3%; la domanda complessiva si è mantenuta sul +4,4%. La “spinta propulsiva” sembra provenire in particolare dal comparto Pelle-cuoio (schizzato dal +8,5% al + 17,5%), industria farmaceutica (+29,1%), meccanica (+5,8%).  Vola il turismo, con presenze oltre i 12 milioni e gli arrivi oltre i 4. In aumento il turismo straniero, con Stati Uniti e Francia in testa e flussi sempre più consistenti da Brasile, India e Russia. La spesa dei turisti stranieri è aumentata del 7% e la bilancia dei pagamenti turistica chiude con un saldo di 1,7 miliardi di euro. Le ombre riguardano invece Artigianato e Commercio. Il primo chiude il 2011 con una perdita media di fatturato del 9,2%, con l’edilizia precipitata a picco fino a perdere il 18%. Valori negativi anche per i distretti manifatturieri fiorentini del Circondario Empolese (-7,4%) e di Castelfiorentino (-8,1%). Giù anche il commercio, che chiude cin una perdita del 1,9%. Stabile l’agricoltura (+0,1%) che vede però il numero di imprese attive del 1,4%. Il dato va letto però nel quadro di una ristrutturazione del settore, caratterizzata dall’aumento della dimensione media di ettari per azienda. In aumento di quasi il 10% le esportazioni.
Credito. Anche su questi dati emergono luci e ombre. Da un lato aumentano,  moderatamente, gIi impieghi (+2,5%), dall’altro crescono le sofferenze (il rapporto tra sofferenze e impieghi è passato da 3,9 a 6,1) e il numero di affidati, giunti a quota 17.552.
Prezzi. Le quotazioni all’ingrosso dei principali gruppi di prodotti  vanno in su per vini (comparto trainato da  una buona domanda estera), uova, lattiero-caseari e conservati, mentre diminuiscono per cereali e carni fresche, più richieste sul mercato interno.
Import-Export. Luci e ombre, anche su questo fronte. L’export è passato nel 2011 da 7,4 a 8,1 miliardi di euro. L’import ha subito invece una fortissima battuta d’arresto: il tasso di crescita è sceso dal +12,7% del 2010 al +2,6%. Il rapporto considera questo un segnale pre-recessivo perché indice di una contrazione della domanda interna. Il dato sull’export è stato in buona parte determinato dall’ottima performance del  sistema moda (+22,8%), trainato a sua volta dal segmento Pelletteria (+32,9%) che ha generato un contributo alla crescita del 5,3% e considerato ormai a pieno titolo il vero motore trainante dell’export locale.
Mercato del lavoro. Se ne 2010  il mercato locale aveva perso circa 2000 occupati, il 2011 ha visto ridursi questa perdita di 900 posti. La crescita, come si sa, non è ripartita, e di conseguenza nulla è intervenuto a riattivare una domanda di lavoro. Le persone in cerca di occupazione sono cresciute del 26,7% portandosi a 28 mila unità, il tasso di disoccupazione è passato da 4,8 a 6,1%.
Imprese. Lo stock di imprese fiorentine è rimasto pressoché inalterato nel 2011: il buon andamento delle nuove iscrizioni al Registro delle Imprese insieme al lieve calo delle cessazioni ha fatti si che il tasso di crescita sia rimasto invariato rispetto al 2010. Il calo dello stock continua però per le imprese artigiane, diminuite di quasi 300 unità.
Prospettive 2012.  Il Rapporto della Camera di Commercio di Firenze stima un calo del Prodotto interno lordo a livello provinciale di circa l’1%. Il sistema economico locale risentirà infatti delle politiche nazionali di austerità e aumento della pressione fiscale che si rifletteranno negativamente sulla domanda interna. Unico spiraglio potrebbe essere l’allentamento della stretta creditizia nel secondo semestre dell’anno che potrebbe incidere positivamente sula ripresa degli investimenti nel 2013.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »