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“Re della Terra Selvaggia”, la fantastica epopea della vita Cinema

Hushpuppy è una bambina di sei anni che vive, assieme al padre Wink, in un comunità chiamata “Bathtub” in quel che resta del profondo sud della Louisiana. Wink è un padre severo ma allo stesso tempo affettuoso per Hushpuppy, a cui insegna come sopravvivere in un mondo alla deriva in cui la temperatura è aumentata e i ghiacci continuano a sciogliersi: questi sconvolgimenti hanno dato vita a tempeste e al continuo aumento del livello delle acque, liberando creature preistoriche chiamate Aurochs. Quando il padre si ammala gravemente, Hushpuppy partirà alla ricerca della madre.

“Re della Terra Selvaggia” è il film di debutto di Ben Zeitlin, già autore di alcuni cortometraggi vincitori di diversi premi. Il film è stato ambientato in bayou della Louisiana, un tipico ecosistema paludoso del delta del Mississipi, girato con attori non professionisti e grazie all'aiuto della gente del posto. Insieme ad una piccola troupe, una cinepresa da 16mm e poco meno di due milioni di dollari (briciole nella Hollywood di oggi), il giovane regista è riuscito a confezionare una delle opere di debutto più sorprendenti che si siano viste in questi anni. Un film che ci riporta in contatto con la terra e con il vero significato dell'esistenza.

In un futuro non troppo lontano i ghiacci artici si sono sciolti e alcune zone della terra sono state tagliate fuori dal resto del mondo, questo è quello che è successo alla comunità di “Bathtub” (letteralmente vasca da bagno), un posto dove esistono più vacanze e la gente è felice. Ma la vita non è affatto come ci viene raccontata e preso la piccola Hushpuppy deve confrontarsi con il significato della morte. Zeitlin riesce a costruire con pochi semplici dettagli una nuova mitologia, una comunità che è tornata indietro a quando la vita era più semplice e che si rifiuta di tornare a vivere al di qua del muro, ma preferisce rimanere separata e ancorata ai propri ideali, leggende orali che raccontano di una fantomatica razza di giganteschi cinghiali cornuti, gli Aurochs, simbolo di un mondo violento e incapace di scendere a patti, che deve essere domato ma anche accettato.

Tra le vestigia di questo lontano passato la piccola Hushpuppy, l'eccezionale Quvenzhané Wallis (la più giovane nominata agli Oscar di sempre), si muove con la grazia e l'innocenza di un bambino, così pura e innocente nella sua visione animista del mondo ma anche forte nelle sue prese di posizione e testarda quanto solo un bambino può essere. La sua visione del mondo unirà la fantasia alla realtà, credendosi colpevole della malattia del padre partirà per un viaggio alla ricerca della propria madre pronta a ristabilire l'equilibrio dell'Universo.

Con una eccezionale sensibilità artistica Ben Zeitlin riesce a confezionare un film meraviglioso, fatto di pura innocenza, che ci catapulta in un mondo nuovo ma al contempo conosciuto. Piene di vita e bellissime le musiche composte dallo stesso regista insieme a Dan Romer, che ricordano la gioia di vivere di quel sud del mondo, povero ma felice e capace di vedere la bellezza anche nelle difficoltà. “Re della Terra Selvaggia” mischia ottimamente lo stile animista di Terrence Malik con la forte presa di posizione ecologista di Hayao Miyazaki, raccontando in modo nuovo e originale una bellissima parabola sul significato della vita e su come si possa scegliere di vivere la propria esistenza anche al di fuori della cosiddetta società normale.

Regia: Benh Zeitlin
Sceneggiatura: Benh Zeitlin, Lucy Alibar (dalla piéce teatrale “Juicy and Delicious”)
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 93'
Interpreti: Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Jonshel Alexander, Marilyn Barbarin, Kaliana Brower, Joseph Brown, Nicholas Clark
Fotografia: Ben Richardson
Montaggio: Crockett Doob, Affonso Gonçalves
Produttore: Fox Searchlight Pictures, Cinereach, Court 13 Pictures, Journeyman Pictures

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