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RecycLivre: esplode il business on line dei libri usati Economia

Parigi – Internet viene spesso additato come un grande nemico del libro se non addirittura come un boia che prospera con la distruzione della carta stampata. E se la rete fosse invece una preziosa alleata? Alla luce dell’esperienza di RecycLivre sembrerebbe infatti che internet possa offrire interessantissimi sbocchi al mercato dei libri usati.

La piattaforma creata da David Lorrain va infatti a gonfie vele con 10mila ordini al giorno e una vendita che nell’ultimo anno ha superato il milione di libri. L’idea di riciclare a basso costo i libri gli è venuta una decina di anni fa quando si è reso contro della difficoltà di liberarsi dei libri di cui voleva liberarmene.

“Sono un grande lettore ma il mio appartamento è piccolo e non sapevo come fare perché volevo regalare i libri che non mi interessavano più per far posto ad altri ma nessuno gli accettava”, ha spiegato David che di fronte a un rifiuto generale di accoglierli ha deciso di lanciarsi nel loro commercio.

Cominciando ad ammassare in una grande cantina non solo i suoi libri ma andando anche a recuperare tutti quelli “indesiderati” di cui la gente voleva sbarazzarsene. Ogni giorno così la sua schiera di fattorini va in giro per la città a raccogliere i volumi cui offrir nuovi lettori. RecycLivre offre il sevizio di sgombero ma nessun soldo per i libri così recuperati che vengono poi venduti a prezzi stracciati.

Con gli appartamenti che a Parigi tendono a rimpicciolirsi sempre di più lasciando sempre meno spazio alle librerie la piattaforma ha a sua disposizione una miniera di carta stampata quasi inesauribile. Miniera che ha permesso a David di assumere numerose persone e anche di versare il 10% degli incassi ad associazioni culturali o ecologiche. Gli invenduti riciclati in carta da cellulosa. Con la crisi del Covid le attività di RecycLivre hanno registrato un forte sviluppo forse perché la gente, spiega David, ha preso maggiormente coscienza della necessità di privilegiare nuove iniziative di consumi più attenti al pianeta.

La piattaforma creata da David risponde a una vera domanda, quella di trovare una decorosa sistemazione ai libri che si ammassano nelle case. Collezioni, a volte anche preziose, spesso non trovano asilo per mancanza di spazio nelle biblioteche o nelle scuole e diventano un rompicapo per chi deve trovare una soluzione non sia il macero.

Internet non è stato l’uovo di Colombo solo per David: amici librai a Roma mi hanno assicurato che il commercio on line di libri usati, recuperati a basso costo da privati che li volevano dare via, negli ultimi anni si era rivelato come una gallina dalle uova d’oro con margini di profitto più che ragguardevoli.

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