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Referendum costituzionale, il No dà battaglia Politica

Firenze – Referendum costituzionale, comitato per il No di Firenze: 135 banchini in tutti i comuni della Città metropolitana di Firenze, oltre 5900 le firme raccolte in città, oltre 11.000 quelle, in totale, su tutto il territorio. Sono questi i numeri presentati stamattina dai consiglieri comunali Miriam Amato (Alternativa Libera), Tommaso Grassi (Frs – Sinistra Italiana) e Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle), nel corso dell’incontro con la stampa . Al tavolo, insieme a Grassi, Amato e Noferi, anche Cinzia Niccolai, del comitato del No, e Augusto Cacopardo, coordinatore fiorentino del comitato per il No.

Il senso della mobilitazione lo dà Cinzia Niccolai, e l’accento cade sul cambio di atmosfera che si sta producendo attorno al referendum. Un cambio del resto che è stato afferrato anche dal governo, dal momento che sembra che ci sia un tentativo di “smarcamento” in corso rispetto al destino del governo stesso e l’esito del referendum. Un tentativo che tuttavia sembra respinto al mittente proprio dal cosiddetto “fronte del no”, vale a dire quel variegato schieramento, di cui fanno parte anche forze del centrodestra, che si oppone a quella che ormai è stata inevitabilmente battezzata “riforma Boschi-Renzi”.

“Una moltitudine di persone si è mobilitata affinchè fosse possibile, nel comune di Firenze, effettuare 135 banchini in poco più di 2 mesi (dal 19 aprile al 30 giugno 2016), con una media di circa 2 banchini al giorno e con picchi di 6 banchini in un solo giorno in città – ricorda Niccolai – uomini e donne che, per oltre due mesi, hanno messo la difesa della Costituzione in cima alle proprie priorità giornaliere, trascurando il lavoro, la famiglia e le necessità personali. Persone che si sono assunte delle responsabilità perché la posta in gioco è troppo alta: la nostra Carta è l’eredità tramandata dai padri e dalle madri costituenti, che è costata il sangue dei partigiani e va sottratta dalle mani di chi, in nome di un millantato ammodernamento (snellimento procedurale e riduzione degli sprechi, falsi o irrilevanti), nasconde mire autoritarie”.

Di fatto, come sostengono anche Grassi, Amato e Noferi, la nuova riforma sembra davvero ricalcare quella del 2005-2006, governo Berlusconi. “non ci capisce – commenta il capogruppo di Frs, Tommaso Grassi, a questo proposito – perché l’allora centrosinistra fosse aspramente contrario alla riforma, mntre ora ne è l’artefice”. Centrosinistra, ovvero Pd, ovvero il suo segretartio e capo del Governo. Poco convincente, secondo Silvia Noferi, la posizione della “sinistra più sinistra” del Pd, in particolare per quanto riguarda la legge elettorale, quell’Italicum, che per gli intervenuti all’incontro di stamattina, è legato a doppia mandata, in un porgetto ben preciso, alla riforma partorita dal governo Renzi. E proprio sull’Italicum è l’affondo di Niccolai: “Nel nostro paese, nell’ultimo decennio, la legge elettorale non viene pensata per assicurare la rappresentanza ai cittadini, bensì per garantire alla maggioranza che la propone di rimanere maggioranza anche alla successiva tornata elettorale, con stratagemmi incostituzionali in sfregio ai risultati delle urne”. Del resto, conclude, “Non dimentichiamo anche il nostro ricorso alla Corte Costituzionale che si pronuncerà sull’Italicum il 4 ottobre p.v. Al momento non è certo nemmeno di essere riusciti a raccogliere le 500.000 firme necessarie a richiedere il referendum costituzionale da parte dei cittadini, perché i numeri nazionali non sono ancora noti. Questo referendum comunque si farà in quanto lo hanno richiesto 1/5 dei parlamentari che si opponevano alla modifica costituzionale”.

“Questo è un referendum nato per votare su delle riforme – spiega Silvia Noferi del Movimento 5 Stelle – ma che si è trasformato nelle elezioni che non ci sono mai state per Non eleggere Matteo Renzi. Faremo di tutto per far vincere il No e trasformare il verdetto in un risultato politico. La politica renziana è l’esatto contrario dell’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri costituenti. La politica della democrazia, del dialogo e del confronto politico non esiste più. Le istituzioni democratiche sono state esautorate. Siamo contrari a partiti fondati su un’unica persona. Non crediamo nei leader ma nei movimenti e nelle idee. Il risultato di questo referendum sarà fondamentale per il futuro dell’Italia”.

“Lo spirito del referendum è stato tradito. La Costituzione italiana è un insieme di valori che garantiscono l’uguaglianza. E’ una falsità – aggiunge la consigliera di Alternativa Libera Miriam Amato – quando affermano e ci vogliono far credere che col referendum si va a modificare solo la seconda parte della Costituzione e che non si toccheranno i principi. Con questo Referendum si va proprio a toccare la democrazia rappresentativa nelle istituzioni. Avremo lo stesso il Senato ma formato da amministratori locali creando così un vero e proprio conflitto tra la parte legislativa e la parte amministrativa. La nuova legge elettorale, inoltre, punta a garantire al massimo due realtà, facendo tabula rasa degli altri partiti politici che avranno così difficoltà a rappresentare i cittadini. Abbiamo la necessità di assicurare la democrazia rappresentativa”.

Dopo tutto il lavoro svolto per la raccolta delle firme, la battaglia che non ci possiamo permettere di perdere è quella del voto al Referendum. Un voto che segnerà un punto di non ritorno. Se vincerà il Sì avremo la situazione auspicata dal nostro ex sindaco ed attuale presidente del Consiglio dei ministri, se vince il No la partita si riapre. Avremo il ripristino del Senato elettivo e una legge elettorale da rifare, ma forse ancora peggio dell’Italicum. La battaglia più importante – conclude il capogruppo di Firenze Riparte a Sinistra–Sinistra Italiana Tommaso Grassi – ci vedrà ancora uniti per spiegare ai cittadini che questa riforma non è accettabile. Con questo referendum ci si gioca non solo la difesa dei principi della Costituzione ma anche il futuro politico e la democrazia di un paese intero”.

 

 

 

 

 

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