energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Referendum e Unioni civili: umori e mugugni della sinistra Pd Politica

Firenze- Se qualcuno pensava che la riforma costituzionale che vede schierato il Pd dietro al suo leader Renzi, che ha proposto e fortissimamente voluto questa riforma che tocca la natura bicamerale dello stato, avrebbe fatto saltare equilibri delicati in casa al partito di governo, ha sbagliato di grosso. Infatti, come dicono da dentro alla corazzata renziana, “chi era per il no è già uscito (Civati-Mineo-D’Attorre in primis), chi è dentro ha votato sì alla riforma del senato”. E dunque, gli sarebbe piuttosto difficile ora far marcia indietro. Insomma chi potrebbe schierarsi per il no dentro al Pd? …

Eppure, c’è tutta una frangia della “sinistra” interna che, pur facendo buon viso a cattivo gioco, soffre. Ad esempio perché ha votato sì per disciplina di partito, pur nutrendo alcune perplessità sull’operazione, o almeno sul modus. Oppure, perché sulla questione Renzi ha posto un pesantissimo asso, facendola diventare un vero e proprio plebiscito su se stesso e il suo governo: o con me o contro di me, non solo rivolto al Paese ma anche dentro al suo partito. Un modo, dice qualcuno, di stanare gli ultimi, residui “resistenti” alla linea del segretario e fare un definitivo vuoto cosmico delle “opposizioni”.

Unica chance che rimane alla “resistenza” del Pd è quella di non mollare in mano ai renziani tutta l’organizzazione e la partecipazione ai comitati referendari. Insomma è necessario esserci – dicono dalle parti della “sinistra” piddina – per non lasciare ogni cosa, successo compreso, al vanto della preponderante macchina da guerra del segretario in carica. E forse, al di là del referendum, l’annuncio ufficiale di Enrico Rossi di entrare in lizza per la segreteria potrebbe aggregare un polo che pur non essendo contro non è tuttavia “pasdaran” dell’attuale segretario.

Detto questo, rimane il problema delle grosse associazioni territoriali. Se l’Arci nazionale infatti il 13 e 14 febbraio ha deliberato di aderire e partecipare attivamente sia al Comitato per il No sul Referendum Costituzionale che si è costituito a livello nazionale, sia ai Comitati locali, subito si levano gli scudi dei circoli dove la maggioranza è renziana: a Firenze una mappa a pelle di leopardo, scontato il no al circolo di San Niccolò, come il sì al circolo Vie Nuove. Prima della posizione dell’Arci, c’è stata l’adesione analoga dell’ANPI nazionale e la presenza della Cgil, fattivamente in prima linea. Da sottolineare tuttavia che anche Anpi e Cgil non mostrano un fronte del tutto compatto. Allora la domanda è: si lascerà decidere secondo coscienza, si manterrà la posizione ufficiale, o, come qualche volta è accaduto, entrambe le opzioni? ….

Nel frattempo, si registra sull’altra spinosa questione delle unioni civili-adozioni, il ricorso al cosiddetto Piano B spacchettando le unioni civili dalle adozioni. Un piano, che secondo molti, era già nel cassetto. Infatti il tentativo di far passare “tutto in una volta” secondo molti aveva vari vantaggi: da un lato, se fosse passato, avrebbe posato un’altra corona di alloro sul capo del leader vincente; ma, essendo stato affondato dai grillini, è stato tuttavia funzionale a togliere un’altra fetta di credibilità al M5S.

Risultato, secondo alcuni, altrettanto brillante: quello di mettere agli occhi dell’elettorato i 5S nella posizione di chi compie giochi di potere esattamente come nella vecchia politica (lo sgambetto al governo giocato sul filo, dopo aver dato il proprio appoggio ufficiale alla legge). Tutto ciò, nel Pd, comporta la fedeltà a un vecchio adagio: cavallo che vince non si cambia. Renzi si rafforza: e dunque, chi è rimasto a dire no?

Print Friendly, PDF & Email

Translate »