energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Referendum, Landini a Castello: “No alla gestione padronale della democrazia” Politica

Castello (Firenze) – Sondaggi, Sì avanti No dietro, No avanti Sì dietro, comincia il balletto dei numeri e delle statistiche da parte dei vari istituti. Così se Ixe’ segnala su Rai Tre che  il No è avanti di un punto rispetto al Sì (38% rispetto al 37%), ieri la notizia era che, per la prima volta, stavolta secondo Demopolis nel corso di Otto e Mezzo di Lilli Gruber su La 7, il Sì superava il No. Anche se, prudentemente, si parlava di risultati ancora molto indecisi. 

Non sono certo i “balletti” dei sondaggi che preoccupano Maurizio Landini, che osserva che, dal momento che i risultati dei sondaggi dipendono da molteplici variabili, è bene darci sotto, dal momento che al voto comunque manca ancora un mese; così, a margine di un incontro per il No organizzato all’Arci di Castello, alle porte di Firenze, i problemi di cui parla il segretario della Fiom sono altri. Ad esempio, del fatto che, “in questo Paese c’è il rischio che possa prevalere un’idea un po’ padronale di gestione, in cui si riducono i diritti”. E per scongiurare questa “piega” che ha preso la democrazia italiana,  “bisogna rendere evidenti le ragioni del perché è utile andare a votare” al referendum, “e votare ‘No’ perché questa non è una riforma ma, io credo, una limitazione degli spazi di democrazia e di partecipazione delle persone”. Tenendo ben presente e spiegandolo bene, che la carta costituzionale “non è una cosa che non c’entra con la vita delle persone, con i diritti delle persone. Dal nostro punto di vista la coerenza non di difendere e basta, ma di chiedere l’applicazione della Costituzione e di avere una democrazia vera, parte anche da ciò che abbiamo vissuto sulla nostra pelle: senza la Costituzione, senza la Corte Costituzionale, noi non saremo rientrati in Fiat”.

Ed è a proposito del fisco che arriva un’altra stoccata: “Le cose che sta facendo il governo oggi sono sbagliate – dice Landini – penso in particolare alle vicende fiscali, uno schiaffo in faccia a chi le tasse le paga”. E si spiega meglio con i numeri dell’evasione: “In un paese che ha mediamente 120 miliardi di evasione fiscale all’anno li avrebbero tutti i soldi da andare a prendere per fare gli investimenti, per creare lavoro: siccome però anche quelli che non pagano le tasse votano, oggi mi sembra che il governo stia più attento agli evasori fiscali che non alle persone oneste”.


 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »