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Referendum Lucchini: sì ai contratti di solidarietà Società

Il referendum iniziato nella serata di martedì 6 marzo (Referendum sui contratti di solidarietà alla Lucchini di Piombino) è terminato e gli operai della Lucchini di Piombino (Livorno) si sono espressi.  Il 93% dei votanti hanno detto “sì” ai contratti di solidarietà proposti dall’azienda. Grazie all’accordo fra Lucchini e le sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm, per i lavoratori dello stabilimento di Piombino il contratto di solidarietà verrà garantito un anno di impiego, e saranno così scongiurati esuberi e cassa integrazione a zero ore. Il contratto di solidarietà prevede una riduzione di orario da 40 a 24 ore settimanali, mentre le 16 ore mancanti verranno retribuite agli operai con contributi dell’Inps e del fondo di sostegno al reddito della Regione Toscana. La stessa Regione ha in cantiere un progetto per la bonifica ambientale e la ridesti nazione pubblica delle aree di interesse nazionale del territorio di Piombino, nonché il consolidamento del polo siderurgico costituito da Lucchini, Arcelor-Magona e Renaris-Dalmine, e lo sviluppo di nuove imprese nei settori della nautica e delle infrastrutture. Assieme al Comune di Piombino ed alla Provincia di Livorno, la Regione Toscana ha preso accordi con le autorità portuali, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero delle Infrastrutture e le parti sociali per operare la bonifica dell’area di interesse nazionale, rendere più accessibile il porto di Piombino, consolidare il polo siderurgico e riqualificare il waterfront urbano. Per questo, ha ricordato l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini, sono già stati impegnati dalla Regione oltre 13 milioni di euro. In totale la riqualificazione dell’area industriale di Piombino dovrebbe richiedere circa 110 milioni di euro, che verrebbero garantiti da finanziamenti regionali, degli Enti locali, statali e della Camera di Commercio di Livorno. «Il progetto Piombino – ha spiegato Simoncini – sarà parte integrante del Pis (Piano integrato di sviluppo), uno strumento previsto da Prs e che sarà dedicato alla riqualificazione dei grandi poli industriali. Grazie ad esso la Regione punta a dare un contributo, in termini progettuali e di risorse, non soltanto al rafforzamento della presenza industriale, ma anche ad un rilancio più complessivo dell’area». «Il via libera al progetto – ha concluso l’assessore regionale – evidenzia l’attenzione della Regione per la provincia di Livorno. Un interesse che si è già concretizzato nell’approvazione dello schema di protocollo d’intesa per la città di Livorno e in quello, di prossima approvazione, per la Solvay. E’ un territorio strategico per la presenza industriale e per il peso nel settore energetico, un territorio il cui rilancio riteniamo essenziale per riavviare lo sviluppo dell’intera regione».

Foto: http://it.wikipedia.org

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