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Referendum: Pd Sesto, “perché non si può discutere in Consiglio?” Dibattito politico

Sesto Fiorentino – “Rimaniamo davvero stupiti circa la prassi seguita dal Presidente del Consiglio comunale e ci chiediamo quale sia secondo Moscardi il ruolo per il Consiglio comunale di Sesto Fiorentino. Una roccaforte chiusa in se stessa o la casa di tutti i cittadini?”. È quanto affermano i cinque consiglieri del Partito Democratico, che lo scorso 6 ottobre avevano inviato al Presidente una formale richiesta scritta, ai sensi dell’art. 49 del Regolamento del Consiglio, per chiedere la convocazione di una seduta aperta dedicata ai contenuti della riforma costituzionale.

“Mentre rimaniamo in attesa di una risposta ufficiale”, continua Sara Martini, “apprendiamo intanto da una testata locale che il Presidente ha deciso di non accogliere il nostro invito. Mi pare davvero una modalità poco adatta al ruolo ricoperto da Moscardi, che sceglie i giornali e non risponde ai consiglieri interessati. Mi aspetterei da chi guida il Consiglio almeno il rispetto nei confronti del lavoro e delle istanze di tutti i suoi membri. E che si comprendesse almeno la differenza tra una seduta ordinaria di Consiglio e una seduta ‘aperta’”.

“Per il Presidente Moscardi il problema di una seduta ‘speciale’ sui contenuti del Referendum sono i costi?” chiede Zambini, “mi sembra una motivazione fuorviante: se il problema è il costo della seduta siamo i primi a rinunciare ad eventuali gettoni, l’importante è non far perdere ai sestesi una bella occasione di confronto, di informazione e di dialogo su un tema fondamentale come la riforma costituzionale”.

“Dire poi che saranno i partiti ad occuparsi di questo vuol dire confondere il significato di una iniziativa promossa dal Consiglio comunale piuttosto che dalle forze politiche”, chiosano dal PD sestese. “Stupisce che si possa passare due ore durante una seduta a discutere con toni accesi di riforma e che poi non si possa organizzare un momento informativo. Stupisce poi che debba essere un partito a dover pensare a certe iniziative al posto di chi ricopre il ruolo di garanzia per eccellenza come il Presidente del Consiglio comunale. Vogliamo comunque tranquillizzare il Presidente che il Partito Democratico farà la sua parte per rendere i cittadini informati e partecipi di questo referendum”. 

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