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Regata storica, Pisa abdica ma non vince nessuno Sport

Anzi no. Un susseguirsi incredibile di valutazioni sui 2 km di percorso porta, dopo decine di minuti di consiglio tra i giudici, alla squalifica dei primi tre equipaggi classificati, ovvero Amalfi, Pisa e Genova. Vittoria a Venezia, equipaggio giovanissimo che arriva piuttosto staccato al traguardo? Nemmeno, perché il galeone padrone di casa non accetta una vittoria del genere. Finisce dunque senza vincitori l’edizione 2011 delle Repubbliche Marinare, che come gara era stata comunque una delle più emozionanti che si possano ricordare. Una regata che alla partenza, per i nomi in campo, sembrava senza storia: il galeone pisano infatti, guidato a capovoga dal poliziotto limitese Lorenzo Carboncini, e a seguire Matteo Stefanini (samminiatese, Fiamme Gialle), Simone Tonini (pisano, VV.F. Billi-Masi di Pisa), Lorenzo Bertini (pontederese, Fiamme Oro), Francesco Fossi (fiorentino, Fiamme Gialle), Luca Agamennoni (livornese, Fiamme Gialle), Tommaso Sacchini (pontederese, Pontedera), Matteo Baluganti (elbano, Pontedera), e con Luca Alessandrini al timone, schizzava via allo start per mantenere la testa fino a ¾ del percorso. Non molla mai però Amalfi, che a meno 750 metri piazza una rimonta netta, prendendo la testa della regata già ai 250 all’arrivo, con Genova brava allo stesso tempo a non mollare e a rifarsi sotto. Risponde il galeone pisano, Carboncini agli ultimi 300 metri fa partire un forcing pressante, senza però purtroppo riuscire a mettere la punta davanti. Alla fine, dopo interminabili minuti di bagarre sul risultato finale, con la Rai che prima raccoglie la gioia degli amalfitani, poi le parole di Alessandrini che spiega perché Pisa presenta ricorso e infine il timoniere veneziano Zago che rivendica la supremazia del proprio galeone per i percorsi scorretti degli avversari, i giudici, ai quali si unisce Orsoni, sindaco della Serenissima, optano per l’annullamento della regata. Il galeone del Direttore Tecnico Antonio Giuntini, secondo sul campo, abdica senza lasciare lo scettro a nessun’altra Repubblica Marinara.

 

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