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Regionali, Donzelli (FdI): “Sì all’allungamento della pista di Peretola” Politica

Prato – Non c’è ancora una data certa per le elezioni regionali in Toscana. Una tornata elettorale da più parti giudicata anomala vista l’impossibilità per il momento di fare comizi ed incontri pubblici coi  candidati a causa del Covid-19 che ha costretto a modificare gli stili di vita degli italiani.

Ne parliamo con Giovanni Donzelli, pratese, classe 1975, onorevole alla Camera per Fratelli d’Italia e responsabile nazionale. Politico social utilizza i canali mediatici per portare avanti le proprie attività di partito. È presente su Instagram e su Twitter, dove conta un numero di follower che supera i 6400.

In attesa di una data certa, il centrodestra sostiene ancora la candidatura Ceccardi indicata dalla Lega quale futuro presidente della Regione Toscana?

«Sulla data le dico che potrebbe essere anche una domenica di luglio purché il protocollo sicurezza sia rispettato come anche i tempi della campagna elettorale. Sulla Ceccardi preciso che non è mai stata nemmeno proposta al tavolo del centrodestra. Il suo nome è stato fatto dalla Lega Regionale a Salvini e ancora non sappiamo cosa egli ne pensi. Toccherà a lui proporre un nome al Tavolo Nazionale e noi faremo altrettanto perché abbiamo un’ottima classe dirigente toscana e indicheremo Marcheschi, Tomasi, Diego Petrucci. Torselli.Vedremo che succederà.»

Non ha mai preso in considerazione di candidarsi lei?

«Ora mi sto occupando d’altro. Sono responsabile nazionale di Fratelli d’Italia e tra i miei obiettivi c’è quello di fare in modo che la Regione toscana e i toscani non siano più governati dalla sinistra i cui schemi politici risalgono al ‘900.  E  penso che vincere sia alla nostra portata. Il difficile verrà dopo perché bisognerà aiutare i cittadini  a superare la complessa fase economica che arriverà. Ecco perché non possiamo permetterci che essa sia affrontata  secondo le vecchie logiche della sinistra.

Ci sono però in ballo oltre alla Toscana le elezioni regionali in Campania, Liguria, Marche, Puglia e Veneto e dovremmo scegliere un candidato che sia il migliore possibile perché si possa vincere. Il centrodestra è coeso e per Fratelli d’Italia proporremo Raffaele Fitto in Puglia e nelle Marche Francesco Acquaroli.

Ovviamente siamo consapevoli che non in tutte le regioni potremmo esprimere un nostro candidato perché siamo in una coalizione con tre partiti e dunque faremo insieme una serie di riflessioni. Ma alla fine sceglieremo un candidato che esprima i valori del centrodestra.»

Siete favorevoli o meno  all’allungamento della pista di Peretola, tenendo conto che la vicenda Covid cambierà turismo ed economia?

«Siamo sempre stati favorevoli allo sviluppo dell’aeroporto di Firenze purché in sinergia con quello di Pisa. Per colpa del centrosinistra si è fatta la guerra in casa tra i due aeroporti mentre quelli di Genova e Bologna hanno preso il sopravvento impoverendo il nostro territorio e il tessuto economico. Quindi sì all’allungamento della pista che dovrà essere fatto attraverso un progetto unico del sistema aeroportuale toscano»

Fratelli d’Italia e il centrodestra hanno la maggioranza dei sindaci dei capoluoghi toscani. Eppure la Toscana ha ancora radicatissima l’immagine di regione rossa. Oltre al retaggio storico, influisce il fatto che i vostri sindaci governano un po’ timidamente, quasi fossero ancora increduli di essere stati eletti?

«I sindaci che sono stati eletti sono ottimi sindaci e stanno amministrando bene a differenza di quelli della sinistra che governano secondo dettami ideologici. I nostri sindaci dove governano non fanno ideologia e così a Pistoia, a Grosseto a Piombino ad Abetone. Essi risolvono i problemi concreti, dal traffico alle tasse locali, ai rifiuti, alle scuole. Si occupano cioè delle cose per cui sono stati eletti e non si mettono a cantare “bandiera rossa”. Che poi questo non passi attraverso la stampa è perché tanti giornali sono stati fagocitati dalla sinistra.»

Come vede la candidatura di Eugenio Giani per il centrosinistra?

«Per quanto mi riguarda il centrosinistra può mettere chiunque perché il suo candidato, per come la vedo io, è solo uno strumento di un sistema che ripeto è ormai vecchio e inadeguato per tempi che stiamo vivendo. Stimo Giani ma io penso che in futuro non dobbiamo avere un Presidente di Regione che deve dare risposte ai sindacati, alle cooperative, o alle logiche dei partiti ma a coloro che ad esempio intendono sviluppare  la propria azienda o a chi produce economia. E questo si potrà fare solo con un nuovo cambio di passo.»

A causa del Coronavirus la Toscana non è ancora del tutto ripartita. Secondo lei l’amministrazione regionale  Rossi ha lavorato bene in questa emergenza?

«L’amministrazione Rossi non ha lavorato bene perché il suo approccio al Covid-19 è stato ideologico. Ricordo un ambulatorio tra Firenze e Sesto Fiorentino aperto e subito dopo richiuso; la vicinanza al popolo cinese spedendo da Firenze 250 mila mascherine mentre medici infermieri e le Forze dell’Ordine qui in Toscana ne erano senza. Un approccio al virus che ci ha fatto perdere tempo prezioso. Se poi parliamo di RSA le dico che  nella nostra Regione non c’è l’obbligo del medico. E pur avendo chiesto come abbiamo fatto in altre Regioni i dati delle percentuali dei contagiati dentro le strutture sanitarie, perché volevamo  e vogliamo ancora sapere quanti sono i contagiati in Toscana, ad oggi non abbiamo avuto risposta.»

Non pensa che le Regioni avrebbero dovuto lavorare in maggiore autonomia specie per la Fase 2?

«Se lei mi parla della Regione Veneto la cui amministrazione prendendosi un po’ di spazio ha messo in sicurezza la popolazione allora concordo su questo punto. In Veneto hanno comprato i tamponi quando invece in Toscana si parlava e basta. So di tanti toscani che hanno avuto o hanno i sintomi da Covid e non sono riusciti a farsi fare i tamponi.»

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