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Regionali: il centrosinistra si misura, da scoprire l’incognita Saccardi Opinion leader, Politica

Firenze – Regionali, in Toscana ormai le primarie di coalizione per la scelta del candidato del centrosinistra sembra aspettino solo il licet del 23 settembre, giorno di riunione della direzione del Pd, che dovrebbe vararne la commissione.

Nomi certi, sicuro Eugenio Giani, attuale presidente del consiglio regionale, che si avvale dell’endorsement di Renzi, figura conosciuta e apprezzata per il suo lungo curriculum pubblico, grande barone di preferenze e soprattutto dotato di una certa trasversalità nel proprio, personale alveo di consensi. Uno da battere insomma, e forse il suo “avversario” all’interno delle primarie di coalizione potrebbe giungere proprio da quell’associazione civica, da alcuni definita “cosa rossa”, che ieri si è riunita all’SMS di Rifredi per dare il via a un gruppo di sinistra “dialogante” che, come ben ha sottolineato Falchi, il sindaco di Sesto Fiorentino, “non vuole alzare muri o preclusioni, non ha paura di contaminarsi, in un momento come questo in cui l’unità della sinistra è essenziale per non dar campo alla destra”. Una destra a trazione leghista che ha tutti i connotati dell’estremizzazione e che potrebbe, tuttavia, non “piacere” a un centrodestra conservatore ma saldamente dentro alla cornice repubblicana democratica e parlamentare.

Un’associazione civica che avviando un dibattito che dichiaratamente vuole partire “dal basso”, potrebbe anche scodellare almeno due nomi interessanti, che potrebbero tenere anche sul campo zingarettiano, dallo stesso Falchi a Emiliano Fossi, il sindaco al secondo mandato di Campi Bisenzio, che già da tempi non sospetti parlava della necessità di costruire un’alternativa di cambiamento che convincesse gli elettori delusi dei dem a tornare a votare. Del resto, l’esperienza della “cosa rossa”, o meglio, come rettificano gli interessati, “arcobaleno”, era già da tempo nelle corde del governatore uscente Enrico Rossi, che aveva pronosticato una lista di sinistra già a febbraio scorso. Tant’è vero che ieri, pur non presente in corpo, era presente in spirito col suo potente capo-gabinetto Ledo Gori.

Ma ancora si deve definire un altro passaggio, che sarà quello del 28 settembre, in cui si incontreranno i sindaci  della costa, incontro voluto dal sindaco Nardella che potrebbe essere foriero di una nuova presenza nel panorama dem. L’ incontro si terrà a Livorno con la presenza di alcuni “assi”, dallo stesso Nardella al sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, anch’egli al secondo mandato, a quello di Livorno Luca Salvetti, al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.

Infine, ecco che si arriva al dunque. Data per spacciata, con tanto di telefonata, poi smentita, del suo capitano Matteo Renzi che le avrebbe comunicato l’appoggio a Giani, Stefania Saccardi ad ora rimane nelle retrovie. Eppure, il suo “cash” è molto, molto importante: capofila di straordinari stakeholder che fanno capo ad associazioni, fondazioni, soggetti legati al terzo settore, il suo peso, sebbene non si mostri in prima fila, sarà importante, forse decisivo, tanto più se primarie, come sembra, saranno.

E anche se le quotazioni sul suo nome parrebbero in caduta libera, l’assessora alla sanità della Regione è capace di trasformarsi in una sorta di ago della bilancia, forte del suo bacino “personale” di voti. E la forza, per mettere in atto una sorta di mossa del cavallo ce l’ha. I suoi dialoghi con gli zingarettiani, ad esempio, che potrebbero rimettere sul tavolo qualcosa di importante, se frustrati, potrebbero convincerla a cercare una quadra, secondo alcuni e superando idiosincrasie ben note, con il gruppo Giani, anche se, come si sussurra, questo potrebbe avvenire solo alla presenza di un disegno dai connotati più generali.

E allora, come osserva qualcuno, “non ci sarebbe partita” per nessuno. Senza dimenticare che sarà l’ormai prossima Leopolda a dare contezza, a livello nazionale ma con sicure ricadute sul panorama toscano, della dinamica reale di una situazione ancora fluida.

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