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Regione si riorganizza, tagli per 17 milioni senza toccare i servizi Politica

Firenze – Tagli alla politica e a incarichi di vertice: si muove in quest’ottica la proposta della giunta regionale in tema di “rivisitazione” della spesa. L’obiettivo dichiarato, rendere “la struttura più efficiente, snella e rapida nelle decisioni – spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi – ma anche più leggera e meno costosa”.

Il risparmio possibile si aggira sui 17 milioni, vale a dire oltre il 10 per cento della spesa sul personale. Salve le politiche e i servizi, che non verrebbero toccati.

Gli ingredienti della maxi-riorganizzazione li aveva annunciati il governatore Rossi nelle scorse settimane, e consistono sostanzialmente nell’accorpamento di settori, prepensionamenti e posti che non saranno rimpiazzati. La proposta di legge avanzata sul tema dalla giunta costruisce la “cornice”, agganciata alla finanziaria approvata nei giorni scorsi, dentro cui a gennaio verrà inserita una delibera con i numeri dei primi esuberi e prepensionamenti – quelli di Regione e in parallelo di Artea e degli altri enti dipendenti – e, a seguire nell’anno, un provvedimento analogo per le Asl e le agenzie sanitarie. In questo caso infatti i numeri, con quattro – cinquemila lavoratori che potrebbero essere coinvolti, rendono il procedimento un po’ più lungo e complicato.

“Si tratta di un’operazione di riorganizzazione – spiega l’assessore al bilancio e al personale, Vittorio Bugli – per migliorare la produttività, ma che va di pari passo con la riduzione dei costi di funzionamento compiuta negli ultimi quattro anni. Spendevamo 365 milioni: ne abbiamo già risparmiati 86, ovvero quasi un quarto”.

I prossimi risparmi giungeranno dunque dalla proposta inviata al consiglio regionale, che dovrebbe vedere, a partire dalla prossima legislatura, il numero degli assessori passare da 10 ad 8 e i consiglieri regionali da 55 a 40. Il risparmio atteso, comprese le segreterie politiche di supporto, è di 7 milioni l’anno. Ma la giunta ha incluso anche, nella proposta, una sforbiciata agli stipendi di capi segreteria politica e il taglio dei premi di risultato per i dirigenti di vertice.

Prendendo in esame le segreterie politiche, i tagli previsti avranno la consistenza da 15 a 30 mila euro. Il capo di gabinetto della presidenza non sarà ad esempio più equiparato ad un dirigente di area di coordinamento, che non ci saranno più, ma ad un dirigente di settore.

I capi segreteria di presidente ed assessori e il portavoce del presidente saranno inquadrati un gradino sotto. Negli uffici stimano che complessivamente il risparmio possibile, tenuto conto anche che gli assessori saranno due in meno, si aggirerà attorno a 600 mila euro, compresi gli oneri riflessi a carico dell’azienda: in tutto quasi il 30 per cento della spesa attuale.

Altra novità di rilievo riguarda la giunta stessa, in cui ci sarà un solo direttore generale rispetto agli otto attuali: sarà il direttore della presidenza, che si rapporterà con direttori di staff e di line. Il numero preciso sarà deciso dalla prossima giunta: ogni singolo direttore potrebbe comunque costare qualcosa come 40 mila euro in meno rispetto ad oggi.

Per quanto riguarda esuberi e prepensionamenti, sebbene nella proposta di legge licenziata non ci sia un numero di riferimento, il primo elenco sarà tuttavia stilato a gennaio, dopo una verifica attenta dell’anzianità dei singoli lavoratori e il loro diritto alla pensione.

L’ipotesi ad oggi è comunque quella di avere, nel giro di un paio di anni, 34 dirigenti in meno: 30 nei soli uffici di giunta e Artea e 4 in Consiglio. Con un risparmio complessivo di 6,5 milioni. “Per il comparto (soli uffici di giunta e Artea) gli esuberi possibili si aggireranno attorno a 220, sempre in due anni, e 23 per il Consiglio” spiega l’assessore. Con un risparmio calcolato in 10 milioni l’anno.

Intanto, negli ultimi 4 anni sono stati “tagliati” 27 dirigenti, con un bilancio finale del 47% in meno. A conti fatti, se a tutt’oggi in Regione si contano complessivamente circa duemilaottocento dipendenti, segreterie comprese, con una media di un dirigente ogni diciannove dipendenti, a breve ce ne sarà uno ogni ventisette, pur calcolando che i dirigenti sono già diminuiti.

“Dopo le elezioni del 2010 – ricorda Bugli – gli uffici della giunta ne contavano 139: oggi sono 112, il 20 per cento in meno. E alla fine della riorganizzazione saranno il 47% in meno”.

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