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Regione Toscana stanzia 2,5 milioni per le cure intermedie Società

Porteranno a 500 letti in più, sparsi in regione, i soldi stanziati oggi dalla giunta regionale per le "cure intermedie". Un passo avanti nella riorganizzazione della sanità regionale, ma anche per colmare quel gap cui spesso si trovano a fronteggiare pazienti per lo più anziani e famiglie: se una persona non è più in fase acuta della malattia ma non è ancora in grado di poter essere affidato alle cure domestiche, che succede? Un passaggio delicato, che sarà sempre più "frequentato" col trascorrere degli anni a fronte di una popolazione che invecchia, in particolare in Toscana: a Firenze, sono quasi 97 mila gli over 65.

E' stata la giunta regionale a deliberare in merito oggi, sulla proposta avanzata dall'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni.

Un secondo passo, dopo le Case della Salute, in direzione di quella riorganizzazione del sistema sanitario toscano che ha preso il vai all'inizio dell'anno.
 "Un paio di settimane fa abbiamo inaugurato a Prato il primo presidio di cure intermedie della regione – ricorda l'assessore – ora, con questa delibera, diamo forte impulso all'attuazione dei letti di cure intermedie, che con le Case della Salute sono uno dei pilastri portanti della riorganizzazione in atto nel sistema sanitario toscano: riorganizzazione che si sta caratterizzando per un forte potenziamento delle cure territoriali e per l'impulso dell'assistenza domiciliare".
I letti previsti dalla delibera sono 512, che vanno ad aggiungersi ai 1.055 gia' attivi, per un totale di 1.567 in tutta la regione. Dei nuovi 512, 243 saranno nell'Area Vasta Centro, 132 nell'Area Vasta Sud Est, 137 nell'Area Vasta Nord Ovest. 

Ma cosa significa "cure intermedie"? Il Presidio di cure intermedie  si sostanzia in una struttura extraospedaliera residenziale temporanea, che ha una funzione di supporto alla dimissione precoce e in sicurezza degli anziani ricoverati nell'area medica dell'ospedale.
Un passo che è importante anche nella prospettiva futura della popolazione cittadina: i residenti a Firenze over 65, sono, a maggio 2013, 96.886 su una popolazione di circa 379 mila residenti.
Il servizio che riguarda le cure intermedie si occupa di quei pazienti, in maggioranza anziani, che, pur avendo superato la fase critica della malattia e ritrovandosi stabilizzati dal punto di vista clinico, non sono ancora in condizioni  tali da poter essere assistiti al proprio domicilio. In pratica parliamo di pazienti che non sono così gravi da richiedere il ricovero ospedaliero, ma neppure così autonomi da poter essere dimessi. Necessitano infatti ancora di una fase di osservazione, spesso in aggiunta alla necessità di continuare terapie e processi riabilitativi tesi a portare al recupero della propria indipendenza. Dunque, necessitano ancora di assistenza infermieristica, ma anche di una valutazione medica quotidiana, in relazione alla situazione clinica.

Per costruire questo "sistema" attorno al paziente, sono indispensabili alcune figure, un vero e proprio team: dal medico responsabile del servizio, a un infermiere coordinatore, al medico responsabile del percorso di continuità assistenziale, oltre a medici del team multidisciplinare fino al medico di medicina generale del paziente, a cui compete la responsabilità clinica.

Gli scopi per i quali è stato pensato e costruito il servizio di cure intermedie sono la riduzione/eliminazione del prolungamento inappropriato dei ricoveri ospedalieri e dei tempi di degenza; la stabilizzazione terapeutica e il recupero funzionale dei pazienti dimessi dall'ospedale; la riduzione/eliminazione del ripetersi di ricoveri a breve-medio termine. Il piano di assistenza personalizzato è condiviso con il medico di medicina generale del paziente.

 

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