energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Regole di educazione per il buon milonguero Rubriche

O, peggio ancora, prese per il braccio e portate in pista, come se fosse scontato che la donna in ogni caso vuole ballare. Senza nemmeno chiedere.
Ma la cosa peggiore che ho sentito dire da diverse donne sono le critiche dopo il ballo. Non si può credere che ci siano persone così rozze in giro e che l'educazione sia cosi scarsa. In una milonga, ho sentito almeno quattro donne che si lamentavano delle cose che si sono sentite dire dagli uomini, del tipo:
– si vede che è da un po' di tempo che non balli, prima ballavi  meglio!
– devi migliorare il tuo asse!
– a vederti mi sembravi molto peggio, forse era il ballerino con cui ballavi che ti faceva ballare male.
– si vede che è da poco che balli.         
Poi ci sono quelli, che ti invitano a ballare e, durante l'intera tanda, non ti guardano nemmeno, e girano lo sguardo intorno, nell'intervallo fra una canzone e l'altra, mentre la donna è davanti a lui che aspetta per ballare, senza sapere nemmeno come si chiama il tipo.
Ci sono anche i "maestri", che ti spiegano il passo e si fermano in mezzo a un ballo, o alla fine di questo.  Loro pensano che la  donna non lo sappia seguire, ma io direi proprio che se loro hanno bisogno di spiegare e perché non sanno guidare loro.
Mi è successo qualche tempo fa, che mentre ballavo con uno per la prima volta, questo mi voleva fare il tipo di passo che funziona soltanto nella lezione o con qualcuno che lo abbia fatto. Io li chiamo passi inutili, perché alla fine potrai farli soltanto con quelli del tuo gruppo e basta. Lui non è riuscito la prima volta, e io penso che uno che ha un po' di buon senso, avrebbe smesso di provare. Ma forse faceva parte della sua "coreografia", e così ci ha provato per almeno dieci  volte. E' proprio il tipo che quando balla non prende minimamente in considerazione la donna, ma per questo tipo di ballerino ci vorrebbe un articolo apposta, perché l'argomento è lungo.
Devo dire, che s' incontra anche tanta gente carina ed educata in giro, però purtroppo ci sono anche i maleducati. Non so cosa dicono gli uomini delle donne, può darsi che anche  le donne siano cosi. Io ho avuto soltanto informazioni dalla parte dalle donne, per questo mi riferisco  agli uomini, ma penso che l'educazione vale per tutti.
La gente deve capire che uno va alla milonga per divertirsi, non per essere giudicato, o per imparare. Dobbiamo accettare le persone per quello che sono. Se poi non ci va bene, non balliamo più con questa persona ma, se lo facciamo, dobbiamo avere rispetto. Ci sarà pure una ragione per la quale la gente oggi  soffre di solitudine, forse perché si aspetta sempre che l'altro sia quello che noi  vogliamo. Certe persone non riescono minimamente ad adattarsi agli altri, e rispettarli per quello che sono, ma invece vogliono che gli altri si adattino al loro modo di essere, e in questo caso di ballare.
O preso un po' di appunti su un bellissimo articolo che ho trovato su internet, che parla del comportamento maschile nella società milonguera:
Metastruttura della psicologia della milonga – Parte II: Il “Guapo”(*)
di Teresita de La Iglesia  – Traduzione di Pietro Adorni
Nella milonga entrano in funzione tre entità. Una donna, un uomo e la musica. La polarità delle due prime personalità è molto chiara e ha la sua trasposizione nel ballo.  il tango è un ballo popolare, è nato nei sobborghi, e non è neppure il frutto di codici/regole di un tempo. È il frutto dell’indole, delle caratteristiche, di un popolo. Non capire questo significa scansare l’essenza del ballo. Però, sì, desidero che nel capire il perché di queste tradizioni si restituisca al tango la sua quintessenza, nella sua sensualità, nella sua tecnicità, perché questi codici/regole non specifichino soltanto un modo di comportarsi in milonga ma anche come ballare il tango, ed offrire ad alcuni la possibilità di addentrarsi nel sancta sanctorum di una società stretta e riservata: la milonga.
Se la donna in milonga è una Regina, il milonguero è il “Guapo”.
La sociologia del tango è molto cambiata. Ma i codici/regole tra uomini: senso dell’onore, il non tradire, non fare sfoggio di cose che potrebbero offendere qualche altro membro della “società” (la milonga), essere un “capo”, farsi rispettare e perciò non mancare di rispetto né in pista né a bordo pista ad un altro “Guapo”, presentarsi con l’abbigliamento e l’atteggiamento da cavaliere, sono rigorosissimi. Se è certo che in Europa la classe medio-alta, tende talvolta ad interpretare il mondo del tango come favorevole ad un certo comportamento licenzioso, al contrario nel mondo del tango argentino (è un pleonasmo, dato che il tango è Argentino) si partecipa alla milonga come ad una società in cui si sostiene la cavalleria.
Il primo punto che vorrei chiarire è quello del machismo. L’Argentina non è meno maschilista del resto delle nazioni in cui è ripartito il genere umano. Ma, se il dire che esiste un “machismo buono” non fosse un ossimoro (accostamento di due termini in antitesi), si potrebbe dire è quel viene chiesto. Per farla breve, esistono il machismo maltrattante e il machismo galante. Nel primo non c’è non relazione di seduzione, né istinto di protezione, la prepotenza è il prodotto di un’affermazione radicale ed incondizionata. Nel secondo caso la prepotenza si ritrova condizionata dalla stessa capacità seduttiva. Il che finisce per trasformarsi in un lavoro a tempo pieno. È la versione creola. Perciò, al “milonguero de ley” (leggi: “milonguero come si deve”) fino a poco tempo fa non rimaneva molto tempo per “lavorare” e doveva cercarselo per mantenere decorosa la sua presenza giornaliera in milonga.
– I Guapos non son tutti uguali tra di loro. Ci sono i capi. Ciò si acquisisce col passare degli anni, la qualità del ballo e il comportamento in milonga. Non avviene tramite un certificato. La milonga è un corpo sociale che possiede una sua “intelligence” specifica.
– Un Guapo non estrae una bottiglia d’acqua di nascosto dal suo borsello, come capita di vedere talvolta in Europa. Un Guapo, anche se è al verde, ordina per lo meno un bicchiere e se può una bottiglia di “sidra” (sidro, spumante di mele) per rispettare il proprio livello. Non bisogna considerare un “impegno seccante” il fatto che, come donna, ti offrano quello che stai bevendo: fa parte della nostra cultura.
– Il Guapo, in pista, non c’è da credere di poterlo urtare o di urtare la sua ballerina: è una cosa alla quale ti risponderà con un sorriso. Spingere è un’irruzione e scatena una reazione “non positiva.” Fino poco tempo fa, e tuttora nelle buone milongas, quando succedeva una cosa del genere l’autore del misfatto andava a scusarsi al tavolo del Guapo offeso.
– Il Guapo non fa sfoggio di vere o presunte conquiste femminili. E’ molto malvisto. Non per questo si deve essere ingenue e pensare che la legge del silenzio sia totale. Quando si esige il diritto di strofinio ognuno deve calcolare i rischi che sta prendendo.
– Nel mondo della milonga, chi tradisce, spettegola, parla male, ossia il “botón” (il “poliziotto”) è un personaggio molto negativo.
– Il ballo del Guapo non va giudicato. Tipo “bene”, “molto bene”. Nemmeno quello della donna, ma quello dell’uomo ancor meno. Se balla bene è semplicemente normale. Così deve essere.
– Se per una donna un uomo trascurato non va bene, per un uomo una donna trascurata è un obbrobrio. La sua raffigurazione sublimata della donna non va d’accordo con gli odori di una donna di casa dopo 12 ore di trincea domestica.
– Infine, il Guapo non può essere tale se non ama profondamente e sinceramente le donne. Non si può ballare il tango ed essere un Guapo senza desiderare che esse si sentano bene, rispettate, amate. Le milongas dei “musi lunghi” sono luoghi in cui il controllo sociale esercitato alla base dagli uomini non funziona.
Nota del traduttore: “El Guapo” non ha una definizione precisa in italiano: la traduzione letteraria è “il Bello” che però non ne riassumerebbe le caratteristiche riportate nell’articolo. Il termine che più s’avvicina a “Guapo” potrebbe essere “il Signore (della Milonga)” nelle accezioni di uomo particolarmente cortese, sensibile, educato, gentiluomo e  di chi esercita(va) il proprio dominio su un territorio…

Immagine: http://www.essereuomo.it/BALLANDO%20Altri%20temi.htm

Print Friendly, PDF & Email

Translate »