energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Religioni a confronto: crisi e prospettive del dialogo fra le generazioni Cultura

Castiglione della Pescaia – Religioni a confronto su uno dei temi che tocca i nervi scoperti della crisi del nostro tempo: il passaggio fra generazioni dell’eredità di valori e principi della tradizione culturale e religiosa.

A discuterne al Villaggio La Vela dell’Opera per la gioventù Giorgio la Pira nell’ambito dell’International Camp, l’incontro annuale fra studenti provenienti da tutto il mondo e in particolare dall’Africa, il Medio Oriente  e la Russia, il rabbino Joseph Levi, l’Imam di Firenze Izeddin Elzir, padre Giancarlo Bruni della Comunità di Bose e il diacono ortodosso Alessio di San Pietroburgo.

Realtà diverse, tradizioni diverse e tuttavia tutte obbligate a confrontarsi con i cambiamenti di un’epoca che ha messo in crisi le forme tradizionali del rapporto fra genitori e figli. Certo ciascuna confessione da secoli ha indicato nel dialogo fra adulti e ragazzi il veicolo principale della trasmissione dei valori fondamentali della tradizione a cui la famiglia si ispira. La tradizione ebraica, per esempio, invita i genitori a “non avere alcuna paura di trasmettere ai figli ciò in cui credono”: “Ripetendo – ha detto Rav Levi – si crea memoria, che poi ritorna quando i figli saranno adulti”.

In quella musulmana, la trasmissione della fede religiosa avviene fino al momento in cui i figli avranno raggiunto la maturità fisiologica e potranno allora scegliere: la fede “è una scelta libera”, ha detto l’imam Elzir. Ai genitori il compito di far loro capire che “la vita comincia con la chiamata alla preghiera”. Ma il rapporto fra le due geenrazioni funziona solo se accanto alle parole gli adulti presentano un buon esempio: “Se li ammonisco a non dire bugie e sono il primo a dirle, quale esempio insegno?”. A essi bisogna trasmettere soprattutto speranza in un futuro sereno, dove la vita sarà sempre migliore, ha aggiunto Elzir che ha parlato dell’esigenza di un nuovo umanesimo, dove l’uomo trova un nuovo equilibrio.

Da parte sua la Chiesa ortodossa russa vive un momento di rinnovamento dopo decenni di ateismo dello Stato sovietico (“Vi faremo vedere in tv l’ultimo pope”, dicevano i leader comunisti) e sono gli stessi giovani che cercano di riscoprire le tradizioni religiose, ha spiegato Alessio. Il messaggio dei genitori è far comprendere loro “l’unità profonda nello spirito” del succedersi delle generazioni.

vela2

Per padre Bruni il tema del dialogo fra genitori e figli è cruciale nel momento in cui in Europa si sta manifestando “la prima generazione di non credenti”: “Ci troviamo in una Chiesa in cui ci tocca vivere da acrobati e che ha bisogno di un rovesciamento mentale tutt’altro che concluso”, ha detto il sacerdote.

La parola chiave diventa “discernimento”: “Fotografare la realtà interpretandola evangelicamente, scegliere con immaginazione, creatività e coraggio”. Cercansi dunque “profeti e cristiani adulti” per ripristinare il dialogo fra generazioni nel segno di una tradizione che parla al cuore dei giovani, partendo dall’essenziale, che padre Bruni ha così definito: “Essere il riflesso o il prolungamento dello sguardo di Dio in Gesù di Nazareth come sguardo di fiducia, di speranza e di amore nei confronti di ogni creatura sotto il sole”.

Un approccio che richiede prima di tutto un linguaggio più comprensibile per i giovani, ma che si scontra, come ha sottolineato anche il rabbino, con una profonda crisi culturale che nasce proprio dal venire meno del la comunicazione intergenerazionale di questi anni: “I ragazzi non hanno un rapporto diretto con le fonti della tradizione religiosa. Quando nelle scuole parlo dei dieci comandamenti, mi accorgo che i ragazzi non sanno neanche che cosa sono”. Così Levi.

Ma richiede anche momenti di silenzio, di interrogazione di se stesso e dei propri desideri, “senza essere appendici del rumore gregari di chi vi informa e vi forma continuamente”, ha aggiunto Giancarlo Bruni.

Luogo di incontro di giovani provenienti dalle aree geografiche che sono state al centro del  messaggio di Giorgio La Pira per il dialogo e la riconciliazione fra le grandi religioni abramitiche, l’International Camp della Vela ha visto quest’anno la partecipazione di un centinaio di studenti provenienti da dieci paesi.

I ragazzi hanno trascorso due settimane discutendo fra loro sul tema del dialogo fra generazioni suddivisi in gruppi di lavoro e in momenti di discussione con studiosi ed esperti. Fra gli altri prima dei quattro esponenti religiosi è intervenuto Mario Giro, ex viceministro nel governo Gentiloni. Particolarmente significativa quest’anno è stata la presenza di studenti palestinesi e israeliani, contributo importante all’avvicinamento dei due popoli nel segno del dialogo e della conoscenza reciproca.

Quella dei campi scuola per favorire l’incontro fra i giovani è frutto dell’intuizione e dell’impegno di Pino Arpioni, stretto collaboratore di Giorgio La Pira, fondatore dell’Opera per la gioventù, che realizzò due villaggi, uno sull’appennino pistoiese e uno, nel 1955, in Maremma.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »