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Renzi alla Leopolda: “Per favore date Rai Gulp al povero Conte” Politica

Firenze – Un Matteo Renzi  smagliante e combattivo sulle note della canzone “sono ragazzo fortunato” di Jovanotti ha aperto stasera la tre giorni della Leopolda 11. Chi lo vedeva in declino di consensi e di entusiasmi, ecco la vecchia stazione granducale stracolma di gente tutta regolarmente entrata con green pass e mascherina e tutta pronta a festeggiare il leader: “Questa la risposta più bella che si potesse immaginare a chi vuole fermarci”, ha esordito.

Una serata, quella dell’inaugurazione  della kermesse renziana, con una scenografia tutta ispirata dalla nuova emittente radiofonica Radio Leopolda 11 che dal 12 gennaio sarà la voce h24 dei parlamentari, degli amministratori e dei militanti di Italia Viva: “Darà voce a chi non ha voce”. Musica rock pop e maxischermi, perché tutti i partecipanti siano in grado di seguire i lavori sul palco dove Renzi, insieme con alcuni giovani e giovanissimi era nella veste di presentatore: “Tanti ragazzi e ragazze hanno cominciato a fare politica grazie alla Leopolda, solo italia Viva scommette su un gruppo di ragazze e ragazzi”.

Politica per ora solo per battute, in attesa del discorso conclusivo di domenica e niente riferimenti alle vicende giudiziarie di Open, la fondazione che ha finanziato le leopolde, che saranno l’oggetto di uno spazio ridotto alle 18,30 di sabato: comunque “un’incredibile indagine che è un processo politico alla politica”.

Ma tanti accenni per scaldare la platea in vista del momento clou di domenica. L’intervista da Lilli Gruber (fischi dalla platea , subito repressi dal conduttore) fatta da “autorevoli e imparziali commentatori sulla situazione politica”, ma “la vera politica si fa qui, è qui che le idee diventano leggi”. Come il Family Act e l’assegno unico universale appena approvati in Parlamento.

I due principali avversari sono stati subito individuati: Giuseppe Conte e Giorgia Meloni, populisti e sovranisti (Salvini non è stato citato). Su Conte tanta ironia: “Fa male al cuore sentirgli dire che non parteciperà più alle trasmissioni della Rai, lui che era abituato a dare la linea al Tg1 tutti i giorni, non dovevano fargli questo torto”, ha detto, invitando i vertici dell’azienda a dargli almeno Rai Gulp. Mentre nessuno dice la verità su Giorgia Meloni , che fa apparire la Le Pen una moderata.

Il concetto della prima serata era quello di raccontare quello che è accaduto nei due anni nei quali la pandemia ha fermato anche la Leopolda: dai 132mila uccisi dal virus (“Non vogliono dare vita a una commissione di inchiesta su come stati spesi i soldi degli appalti Covid”), all’Afghanistan (Renzi ha mostrato la foto del console italiano che salva un bambino), all’Europa che rischia “di non toccare più palla” nel secolo che sarà dell’Asia.

L’excursus aveva l’obiettivo anche di enfatizzare la svolta politica che ha portato Mario Draghi alla guida del governo e che ha cambiato la storia italiana. Svolta avvenuta grazie alle dimissioni delle due ministre e del sottosegretario di Italia Viva e grazie ai militanti che “hanno creduto quando sembrava impensabile credere: quanti hanno pensato che fossi rincoglionito?”. Pochissime le mani alzate. Non fosse stato per Italia Viva “avremmo sempre Casalino a guidare l’Italia”.

Il primo degli intervenuti è stato il presidente del Coni Giovanni Malagò, protagonista della straordinaria serie di successi sportivi di quest’anno. Subito dopo ecco il presidente della Toscana di Eugenio Giani che più che un intervento istituzionale ha fatto una dichiarazione d’amore per la Leopolda che lui ha seguito dalla prima edizione, facendo da guida in palazzo Vecchio per molti dei partecipanti: “Oggi sarete i protagonisti di una stagione innovativa”. Poi ancora David Serra, finanziere di rango internazionale, che ha sparato a zero contro il reddito di cittadinanza e quota 100 del Conte 1, politiche che hanno portato in quella fase i peggiori numeri sulla creazione di nuovi posti di lavoro. “Sono le imprese che creano lavoro, quei soldi dovevano aiutarle ad assumere”. Il tema della sanità con l’intervento del virologo Roberto Burioni ha chiuso la serata.

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