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Renzi-Bersani, parte il duello sulle alleanze Politica

La conta è già partita. Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, invita con una lettera aperta gli amministratori locali del Pd a partecipare all’assemblea pubblica convocata a Firenze il prossimo fine settimana, mentre da Roma arriva un manifesto-appello sottoscritto da centinaia di sindaci, presidenti di Provincia e di Regione a sostegno della candidatura del leader nazionale Pierluigi Bersani. Sì annuncia dunque una lunga e calda campagna quella delle primarie.

"Personalmente credo arrivato il momento di iniziare a metterci in gioco, con uno sguardo più ampio, partendo da Firenze" scrive nella sua lettera-invito il sindaco Renzi in vista dell’assemblea  pubblica da lui convocata per venerdì 22 e sabato 23 giugno al Palacongressi. "Può sembrare una provocazione, ma i veri tecnici siamo noi. Perchè la tecnica non è il contrario della politica: la tecnica è, dovrebbe essere, almeno, strumento a servizio della politica – scrive Renzi in una lettera aperta agli amministratori – Non abbiamo scoperto oggi la spending review o il rigore amministrativo. Solo che siamo abituati a farlo mettendoci il cuore, l'anima, tutto noi stessi. C'è la casta di chi sta rinchiuso nei palazzi dell'amministrazione centrale e c'è l'anticasta di chi tutti i giorni incontra cittadini, parla, ascolta, sta nei mercati e nei centri anziani, nelle scuole e sui posti di lavoro".

"Personalmente – prosegue il sindaco rottamatore – credo arrivato il momento di iniziare a metterci in gioco, con uno sguardo più ampio, partendo da Firenze". Renzi assicura che non si tratta ora di scegliere il candidato alle primarie ma l’assemblea di Firenze “candiderà gli amministratori per cambiare l'Italia".

"Per questo – chiarisce il sindaco fiorentino – chiedo a tutti coloro che tra voi vorranno intervenire di farlo in cinque minuti non indicando un problema o una critica (e dire che ci sarebbe da divertirsi: patto di stabilità, tagli, burocrazia, Imu, eccetera) ma individuando in cinque minuti o il racconto di un qualcosa di buono fatto dal proprio comune o una storia bella, realmente accaduta, da proporre al pubblico o un'idea precisa da suggerire al Governo. Non trasformiamo il nostro appuntamento in un lungo elenco di critiche, di problemi, di mancanze. Non ci serve l'ennesimo cahier de doleances e la nostra non può essere una terapia di gruppo di chi si racconta i rispettivi problemi, una sorta di seduta collettiva di amministratori anonimi".

Per Renzi bisogna “liberare l'Italia che già c'è, e che è decisamente più bella di come ce la raccontiamo: questa la prima missione”. "Carissimi colleghi sindaci e amministratori, la domanda è semplice – interroga Renzi –  Possiamo ancora parlare solo di primarie e ricambio generazionale? Sarebbe facile rivendicare oggi le nostre battaglie di questi mesi. Su questi argomenti, infatti, hanno polemizzato e ironizzato in tanti. Ma finisce che ci danno ragione e le nostre proposte stanno diventando patrimonio di tutti. Scommettiamo ad esempio che nelle prossime settimane anche i leader più ostinati del Pd accetteranno l'idea che dopo tre mandati in Parlamento si deve lasciare la seggiola? Vedrete che ci arriveremo. E il ragionamento della rottamazione  era partito di lì”.

Ma il “padre di tutti i rottamatori” va ancora oltre e dice che “non basta più”. “E' tempo di cambiare – avverte Renzi –  Il centrosinistra si accinge a svolgere primarie libere e aperte. Si tratta di un'occasione per chi ha voglia di confrontarsi sulle idee e uscire dalla logica di correnti, controcorrenti e spifferi vari che anima (si fa per dire) la politica romana. Gli amministratori locali, in questi giorni, sono i veri protagonisti della tenuta del Paese. Noi conosciamo le difficoltà di far quadrare i conti, di salvare il sistema di welfare, di fare a pugni con la burocrazia, di investire in innovazione perchè sono le sfide che ci troviamo davanti tutti i giorni. Possiamo far bene o possiamo sbagliare: ma noi ci siamo. Con tutti i nostri difetti siamo ogni giorno lì, in mezzo alla mischia, a lavorare. Vale per i consiglieri, per gli assessori, per i sindaci soprattutto”.
"Da questo confronto quotidiano con la realtà – prosegue Renzi – abbiamo tante cose da proporre. Perché le abbiamo fatte, perchè le abbiamo chiare, perchè le abbiamo in testa. Conosciamo il dolore delle famiglie di chi perde un posto di lavoro: non viene meno solo uno stipendio, il che è importante, ovvio, ma si tratta di una ferita all'identità e all'autostima della persona''.
"Personalmente – lancia la carica Renzi – credo arrivato il momento di iniziare a metterci in gioco, con uno sguardo più ampio, partendo da Firenze, venerdì e sabato prossimo. Con molta umiltà.  Ma anche con la determinazione di chi sa che questa sfida la vincerà il coraggio, non la paura. L'innovazione profonda, non il sistema dell'usato sicuro".

Da Roma intanto, arriva il manifesto appello a sostegno della candidatura di Bersani sottoscritto da centinaia di amministratori locali del Pd (sindaci, presidenti di Provincia, presidenti di Regione).
''L'Italia la può fare – recita il manifesto – ma serve una sintesi alta tra la dimensione territoriale e la sfera globale. Sappiamo che per sanare il Paese occorre una buona politica e il Pd ha una buona politica. La Carta di intenti che Bersani ci propone di costruire arricchirà la proposta che il Pd farà al Paese. Ci sentiamo coinvolti in questo percorso e vogliamo contribuire ad arricchirlo. Per questo convintamente sosteniamo la candidatura di Pierluigi Bersani alle primarie per la premiership dell'alleanza tra i democratici e i progressisti di cui ha bisogno il Paese. Costruiamo insieme, quindi, la strada della rinascita per dare un futuro all'Italia e per poter dire ai nostri figli che un altro futuro è possibile''.
II manifesto-appello è stato sottoscritto in Toscana da Giuseppe Fanfani (sindaco Arezzo), Emilio Bonifazi (sindaco Grosseto), Luciana Cappelli (sindaco di Empoli), Alessandro Tambellini (sindaco di Lucca), Samuele Bertinelli (sindaco di Pistoia), Alessandro Cosimi (sindaco Livorno), Enrico Rossi (presidente della Regione Toscana) e e Andrea Barducci (presidente della Provincia di Firenze).

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