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Renzi e la Cgil: chi taglia il nodo gordiano della crisi Breaking news, Opinion leader

Firenze – C’è un capitolo nel 4° rapporto Ires – Cgil sull’occupazione in Toscana che la dice lunga sulla crisi della società italiana in generale. Il capitolo contiene l’analisi di un campione di 40mila dichiarazioni Isee dal quale risulta che i lavoratori dipendenti, nell’ultimo anno fiscale disponibile (2013), hanno un reddito più alto rispetto a quello di imprenditori, lavoratori autonomi e imprenditori. La media del valore Isee per condizione del capofamiglia lavoratore dipendente, infatti, è 15.728, mentre quella del capofamiglia autonomo, libero professionista imprenditore è 14.795. “Un quadro assolutamente preoccupante della situazione che ancora una volta testimonia delle caratteristiche della crisi che attraversa la Toscana, così come il resto del Paese, con particolari effetti sulle famiglie economicamente più svantaggiate”, scrivono i ricercatori dell’Ires.

Ricordando i risultati di una ricerca che nell’autunno dell’anno scorso fu presentata dagli economisti dell’Università Bicocca di Milano, dalla quale risultava che in Italia il tasso di disuguaglianza fra i ceti più ricchi e quelli più poveri è ormai giunta ai livelli statunitensi, non è irragionevole parlare di allarme sociale. La crisi economica colpisce in modo sempre più duro i ceti medio bassi. Il Governo ha cominciato solo adesso a porsi il problema di una tassazione asfissiante e  del tutto squilibrata a causa dell’evasione e dell’elusione fiscale, quindi gravante di nuovo sugli stessi ceti medi bassi, aumentandone la difficoltà a far quadrare il bilancio familiare.

Ci troviamo avviluppati in un nodo gordiano fatto di storture e di problemi strettamente intrecciati fra loro che è stato per anni trascurato grazie allo sviluppo drogato dal debito pubblico. La ricetta di Renzi  è ormai chiaramente delineata. Trasferimento di risorse alle imprese (taglio dell’Irap, incentivi etc.), riducendo una spesa pubblica il cui tasso di spreco è ancora altissimo, nella speranza che queste risorse servano per riavviare gli investimenti e quindi le assunzioni, e nello stesso tempo, in un contesto di margini di bilancio esigui,  manovre di varia natura, fisco e contributi, per lasciare qualche denaro, poco, ai cittadini perché lo usino per riavviare i consumi. Una scommessa difficile. Dalla parte dell’offerta, risponderanno le imprese in modo costruttivo, ricominciando ad assumere e investendo nello sviluppo delle aziende? Squinzi e i suoi accetteranno il trade-off mercato del lavoro liberalizzato – ripresa dell’occupazione di qualità e, soprattutto, degli investimenti? Dalla parte della domanda i cittadini riprenderanno ad avere fiducia nel futuro e a rimettere in movimento i consumi nonostante la scarsità delle risorse?

Renzi punta tutto su queste due carte, la Cgil dubita che questa sia la risposta giusta e propone l’avvio di una nuova stagione di investimenti pubblici. Di nuovo, riappare il nodo gordiano: l’efficacia degli investimenti pubblici dipende da una pubblica amministrazione che funziona, una giustizia civile efficiente nei tempi e saggia nelle decisioni, un controllo della illegalità a monte, cioè prima che si arrivi all’ennesimo blocco di lavori, all’ennesima sospensione eterna di cantieri, all’ennesima alluvione che mette in evidenza incapacità di decisione e tagliole burocratiche, o all’ennesima scelta basata più su valutazioni politiche che su opportunità economiche. Vedi per esempio la decisione di portare la Concordia a Genova invece che a Piombino che sabato inaugura il nuovo cantiere navale.

Come si esce da questa situazione è un impegno gigantesco. Nell’antichità Alessandro Magno prese la spada e spaccò il nodo gordiano con un colpo solo. Oggi occorre affrontare filo per filo, con una visione che ha comunque un riferimento preciso: lo Stato deve stare al fianco del cittadino comune impegnato in un gioco che, per un regolamento strano e contorto che pare non abbia né babbo né mamma, non potrà mai vincere.

Fopto: it.wikipedia.org
Alessandro recide il nodo gordiano, di Jean-Simon Berthélemy (1743–1811)

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