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Renzi da Monti, incontro già fissato Politica

L'ha detto o non l'ha detto? Davvero il vicesindaco Dario Nardella, neo parlamentare e soprattutto uomo di ferro del primo cittadino di Firenze, avrebbe speso parole possibiliste su un eventuale governissimo Pd-Pdl? Secondo quanto riportato da alcuni siti on-line, le parole sarebbbero state spese: secondo quanto scritto nel sito Affaritaliani.it,  Nardella si sarebbe pronunciato proprio in questo senso,  creando "qualche" problema alla linea del segretario, tesa ad assicurarsi la fiducia dei parlamentari dell'M5S. La frase, riportata dai siti, sarebbe stata pronunciata ai microfoni di Zapping 2.0-Radio1: "Bersani fa bene ad assumere una posizione netta e a fare il tentativo che sta facendo, ma se pensa di rapportarsi al M5S col vecchio stile della ripartizione e dei baratti, allora non si conclude niente: meglio l'alleanza col Pdl". E, spiegandosi meglio, il neo-deputato avrebbe aggiunto: "Se i tentativi di Bersani di avvicinarsi al M5S dovessero fallire, trovo legittimo pensare ad un accordo tra Pd e PdL. Gli italiani – afferma Nardella – non sono preoccupati delle alchimie politiche ma piuttosto di avere un governo stabile che guidi il paese, anche se per fare questo fosse necessaria un'alleanza inedita. Un'alleanza che avrebbe solo l'obiettivo di portare a termine alcuni punti programmatici comuni su questioni urgenti". Nel pomeriggio, un post sulla pagina Fb precisa: "Ribadisco quello che ho detto a Zapping ieri, e cioè che Bersani ha il diritto/dovere di fare il primo passo e cercare di costruire un governo con una maggioranza con il Movimento 5 Stelle. Se ciò non avvenisse la parola passerebbe al Presidente Napolitano di cui io ho molta fiducia. Non ho auspicato affatto un governo PD-PDL, che nascerebbe da tentativi di autoconservazione e di inciucio. Ho semplicemente dato una lettura su un possibile scenario di governo del Presidente. Non trovo corretto che venga distorto il senso delle mie parole".

Intanto, lo stesso sindaco Renzi si reca a far visita al presidente del consiglio Mario Monti: due ore, tanto dura la visita già preparata da tempo, come emerge nella nota diramata (Renzi ha dribblato i giornalisti, all'uscita dal colloquio, rimandandoli all'eventuale comunicato) dall'ufficio stampa comunale, in cui "il sindaco e il premier ne hanno parlato (dell'incontro, ndr) in occasione del concerto dell’Orchestra del Maggio musicale fiorentino, che si è tenuto il 4 febbraio scorso in Vaticano, in onore di Benedetto XVI e del presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano per l’84esimo anniversario dei Patti Lateranensi. L’incontro era stato ipotizzato per discutere delle varie questioni ancora aperte tra il governo e la città di Firenze, in particolare del Nuovo Teatro dell’Opera e delle difficoltà che si trovano ad affrontare gli Enti locali a causa del Patto di stabilità".  Ricordando che domani c'è la direzione del Pd e che Renzi sarà, come lui stesso ha confermato, presente. Se cresce l'attesa attorno al sindaco fiorentino, crescono anche le aspettative di coloro che non condividono la linea di Bersani e che aspettano che Renzi manifesti chiaramente la sua posizione, sicuramente diversa rispetto a quella del segretario.
E, mentre Renzi va dal premier e poi a Ballarò e il vicesindaco neo deputato Nardella "chiarisce" il suo pensiero, in molti a Firenze sono pronti a "giurare" sull'esistenza di una pattuglia già pronta in Palazzo Vecchio di transfughi (da Fli, Pdl e Udc) pronti a costituire un gruppo di fedelissimi. A chi? A Matteo Renzi, naturalmente.

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