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Renzi in Toscana, referendum: “Occasione che non ricapita” Politica

Prato – Renzi giunge al Museo Pecci, a Prato, stamattina, per la prima tappa di una “corsa” toscana che lo porterà fra qualche minuto (alle 11) all’inaugurazione a Firenze della nuova sede della Scuola dei Marescialli e Brigadieri dei carabinieri.Fra i due eventi, Renzi si sposta, sempre a Prato, al teatro Metastasio per un’iniziativa pubblica a sostegno del Sì al referendum costituzionale.

Il “giro” toscano è l’occasione, per il premier, di fare una sorta di “sunto” delle posizioni espresse in questi giorni. A cominciare dalla situazione romana e dalla difficoltà della giunta capeggiata da Vrginia Raggi. Infatti, pur dichiarando che non è questo il momento di utilizzare le difficoltà che i sindaci italiani stanno incontrando per “sparare addosso” a qualcuno, tuttavia torna a stigmatizzare il no romano alle Olimpiadi come un no dettato “dalla paura”. Paura, riprende il premier, “dei ladri”, che “è un’incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città”, tenuto conto che ci sono ancora ben otto anni prima dell’evento: infatti, le Olimpiadi prossime si terranno nel 2024. Otto anni, ribadisce il premier, in cui un’amministrazione si può dar da fare e “cacciare i ladri, non a dire no”. 

Referendum, ovvero la battaglia per il sì che lo vede fronteggiare soprattutto il malumore interno. Non solo malumore: così, la daga di Renzi cade su D’Alema, reo secondo il premier di aver detto sul tema “cose impressionanti”. Poi, ribadisce il principio su cui si fonda la campagna del sì: persa quest’occasione, difficilmente ricapiterà. In gioco, secondo Renzi, “vent’anni di  futuro e speranza”.

Torna anche sulla questione europea, il presidente del consiglio, anche qui per ribadire le posizioni prese nelle ultime, agitatissime giornate. Così, sottolinea che l’Italia non potrà mai accettare che l’Unione europea sia solo la sede della burocrazia, riprendendo anche la questione dei rapporti con la Merkel e la Germania, “le regole devono essere rispettate da tutti, anche da chi ha un surplus come i tedeschi”. Surplus, tiene a precisare, che se investito avrebbe potuto aiutare tutti.

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